Una dama milanese incontra una regina torinese in una limited edition destinata agli appassionati di vino. Due vini provenienti dalle vigne urbane di Torino (il “Vigna Villa della Regina” 2016 Freisa di Chieri DOC Superiore) e di Milano, con la Malvasia coltivata da Leonardo

“La Dama e La Regina” quello che sembra il titolo di un film di cappa e spada è invece il nome di una partnership enoica nata per celebrare, attraverso due vini straordinari, il patrimonio vitivinicolo urbano d’Italia e le storie emblematiche a esso collegate. “Vigna Villa della Regina” 2016, Freisa di Chieri DOC Superiore prodotto nell’omonima vigna nel centro di Torino e “La Dama di Milano”, realizzato con la stessa Malvasia di Candia Aromatica che Leonardo Da Vinci coltivava nella sua vigna a Milano, saranno in vendita insieme nel cofanetto in edizione limitata di 150 esemplari acquistabile dal sito shop.balbiano.com e, appena riaprirà, all’interno del Museo della Vigna di Leonardo in Corso Magenta 65.

L’originale collaborazione ha preso vita all’interno della Urban Vineyards Association, l’associazione internazionale nata nel 2019 per valorizzare le vigne cittadine dislocate in tutta Europa. La U.V.A. nasce per tutelare il patrimonio rurale, storico e paesaggistico dalle vigne urbane e di valorizzarlo sotto il profilo culturale e turistico, rendendolo produttivo nel rispetto dell’ambiente, con politiche vitivinicole e sociali di integrazione e sostenibilità. Queste vigne urbane sono coltivazioni uniche all’interno di un’area metropolitana e si ritrovano a Milano, Torino, Lione, Avignone, Parigi, Siena, Palermo e Venezia. Patrimonio agricolo, storico e culturale di enorme valore, le viti coltivate all’interno delle città sono spesso dei veri e propri tesori di biodiversità. Le varietà antiche, in alcuni casi esemplari e biotipi rarissimi, sono state propagate nei secoli senza mai essere sostituite con altre più produttive o apprezzate dai mercati, come è avvenuto invece nei vigneti destinati alla produzione e al commercio. U.V.A. le riunisce in una rete internazionale promotrice di progetti di recupero storico e di azioni di valorizzazione culturale, paesaggistica e turistica.

Fra gli obiettivi di U.V.A. c’è anche la creazione di sinergie fra le vigne come è accaduto fra Milano e Torino. Il cofanetto “La Dama e la Regina” contiene, infatti, vini unici che testimoniano due progetti altrettanto ambiziosi. Il vigneto urbano di Torino, incastonato nella collina torinese, è tornato in vita all’inizio degli anni 2000 dopo decenni in completo stato di abbandono. A Milano, invece, grazie a studi genetici effettuati dall’equipe dell’Università degli Studi sui tralci rinvenuti nella Vigna di Leonardo, è stato riscoperto il DNA del vitigno del Genio.

Il binomio nasce dalla volontà di mettere in risalto anche il filo “rosa” che lega i due vini a donne che sono state personaggi chiave della storia. “Vigna Villa della Regina”, prodotto dall’azienda Balbiano, nasce nel vigneto seicentesco di Villa della Regina, oggi patrimonio Unesco, residenza estiva di alcune regine sabaude nel corso del Settecento. Il nome della dimora testimonia, infatti, proprio il ruolo chiave che la figura femminile ricopriva nel regno piemontese.

La Dama con l’ermellino“La Dama di Milano” narra invece una vicenda della vita di Leonardo Da Vinci. Alla fine del XV secolo, Leonardo si trasferì a Milano presso la Casa degli Atellani. La dimora quattrocentesca con giardino vitato gli fu donata da Ludovico il Moro come pagamento per l’Ultima Cena. Oggi la Vigna di Leonardo si trova in pieno centro, nello storico quartiere di Brera, e si fatica a pensare che Leonardo, invece, la scelse per la tranquillità che vi si trovava visto che era situata nella campagna milanese. Per onorare la magnificenza del Moro, Leonardo realizzò il famoso ritratto “La Dama con l’ermellino”. Il capolavoro della ritrattistica femminile ha, infatti, come protagonista Cecilia Gallerani, l’amante di Ludovico.

«Con Alessandro Cotroneo, direttore della Vigna di Leonardo – commenta Luca Balbiano (insieme nella foto in alto) – abbiamo pensato che sarebbe stato bellissimo unire il racconto di questi due vini che rappresentano una vera e propria unicità sul panorama italiano, non solo per le qualità organolettiche ma anche per le straordinarie vicende storiche di cui si fanno testimoni. La Dama e la Regina sono il frutto di due grandi progetti di recupero che hanno permesso la restituzione di un patrimonio non solo vitivinicolo ma soprattutto culturale. Ed è proprio questo l’obiettivo principale che vogliamo portare avanti con la U.V.A.: una valorizzazione dell’arte e della cultura legata a doppio filo con la viticoltura urbana».

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