È uscito in libreria il volume “Gusto giapponese, sapore toscano” di Elisabetta Arrighi, con le ricette creative della chef Kazuyo Hada: il libro contiene anche 4 ricette della food blogger Cristina Galliti
Il sentiero che porta fino ai fornelli può imboccare percorsi singolari e curve tortuose, a volte. Ma sono quei percorsi fuori dal comune e lontano dagli schemi che alla fine definiscono l’unicità di una storia. E quella della giapponese Kazuyo Hada passa per il mondo delle passerelle: con un passato da modella, un giorno sbarcò in Toscana e decise di fermarsi per frequentare un corso per chef a Lucca. Poi per amore del sommelier Simone Cavallini decise di restare per sempre in Italia, mettendo su e gestendo insieme l’Enoteca Vinalia a Cecina (Livorno).
Adesso le sue ricette sono finite in un libro, “Gusto giapponese, sapore toscano” di Elisabetta Arrighi (ed. Programma, 95 pag. 8,90 euro) in cui la terra del Sol Levante e il Granducato si fondono in piatti della nostra tradizione ma rivisitati con quel tocco “made in Japan” che fa la differenza. Kazuyo, in cucina, è riuscita e riesce a mescolare e bilanciare in maniera creativa due mondi distanti fra di loro, ma che sotto il profilo dell’importanza delle tradizioni hanno molti punti in comune. Nelle ricette di Vinalia, la maggior parte delle quali a base di pesce, si percepiscono in maniera forte il rigore del Sol Levante e i sapori del territorio.
Così il sushi e sashimi offrono il profumo del salmastro, perché vengono utilizzati pesci pescati nelle acque del Tirreno, e anche il condimento si può scegliere “all’italiana” oppure “alla giapponese” con ginger marinato, alghe wakame, salsa di soia, wasabi e insalate di stagione. Gli spiedini di sarago sposano le alghe kombu mentre il baccalà alla livornese viene fritto in tempura. Non mancano, poi, la focaccia toscana che sceglie come ingrediente anche i fiori di sakura, il ciliegio giapponese dal sapore delicato. E in inverno in menu c’è anche il piatto-conforto per eccellenza, per difendersi dai rigori del freddo: si chiama Misonikomi udon, una specie di minestrone con gli udon (gli “spaghetti” giapponesi) capace di emanare i freschi sentori dell’orto di casa nostra.
Nelle pagine di “Gusto giapponese, sapore toscano” la chef Kazuyo Hada non racconta solo se stessa ma firma – e in alcuni casi illustra con propri disegni – ben 25 ricette da provare a cucinare anche a casa. Non mancano alcuni capitoli dedicati alla “spesa alla giapponese”, un focus sull’abbattimento del pesce, una chiacchierata con Simone Cavallini sugli abbinamenti con il vino e un’intervista alla food blogger Cristina Galliti nel quale si parla delle contaminazioni in cucina. Galliti, da parte sua, firma quattro ricette di ispirazione giapponese come i cuoricini-sushi di acciughe, lo shabu shabu di pesce azzurro, il tataki di palamita con crema di bruschetta e il matcha cake con ganache montata al cioccolato bianco.





