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In genere non ci occupiamo di sfatare luoghi comuni o svelare bufale (ci pensa egregiamente il buon Paolo Attivissimo) né tantomeno – in versione più sfumata – di effettuare quel fact checking divenuto indispensabile dopo il proliferare di testate o pseudo-giornalisti in Rete (che però in un altro tipo di rete fanno cadere i lettori, prendendoli all’amo). In molti casi non avremmo il tempo di dedicarci a un simile lavoro di analisi e ricerca, che però non è poi così lontano dallo spirito e dal piglio con cui a suo tempo sono nati i Tre Forchettieri.

Ebbene, stavolta parliamo di limoni. Lo facciamo per mettere in guardia il lettore meno attento, che magari nei giorni scorsi si sarà imbattuto in un articolo (questo è un esempio, ma ci sono decine di “copia e incolla” su internet). Lo abbiamo letto anche noi con attenzione, anche se è bastato il titolo a farci accendere lo spioncino anti-bufala. Ebbene, magari sarà tutto vero, ma è opportuno porsi alcune questioni. Anche perché più che un articolo di informazione medico-salutista, sembra uno spot di qualche consorzio di tutela del limone. Agrume che va sì tutelato e salvaguardato, perbacco, ma magari con un pizzico di verosimilitudine e attenzione nel dare informazioni corrette.

1) Nell’articolo che gira in rete non c’è cenno ad elementi circostanziali. Non un nome (anche fittizio), non una città, non un ospedale, non una citazione medica, non un dottore né un reparto. Solo un dato temporale (7 anni fa), peraltro non vicinissimo, per il resto potrebbe essere tutto  inventato se non ci fossimo presi la briga di verificare l’articolo originale, la fonte di tutti gli altri: http://www.ilgiornaledellebuonenotizie.it/index.php/archives/18565 che almeno qualche fonte la cita e riporta il caso di un uomo guarito dopo essersi spremuto del limone sul petto. Gli altri siti hanno copiato male, togliendo le fonti in calce al pezzo e alcuni passaggi logici (inclusa l’intervista al tipo).

2) Il titolo lancia un’accusa vagamente complottista: perché ci nascondono i suoi benefici? Vuoi vedere che le lobby occulte di potere stanno tramando alle spalle della “gente” (quella che “il potere ci temono”) oppure della rete (quella che “non perdona”) per impedire al mondo di godere del prezioso succo? Vuoi vedere che hanno reso quel succo aspro proprio perché la gente ne stesse alla larga? In tutto il pezzo non c’è risposta (e nemmeno una vera accusa, al di là di quella del titolo….).

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Per il resto, è tutto un mix di racconto personale con un quid aziendal-motivazionale (“dopo solo qualche giorno, non sentivo più bruciore, il sanguinamento era scomparso”) unita a una pubblicità ai benefici oncologici del limone con supporti scientifici non sempre precisi: il limone è 10mila volte più efficace della chemioterapia, scrivono. Ma chi lo dice (al di là dell’Uomo del Monte, forse) è un blog. E poi, a rincarare la dose, il non troppo chiaro distinguo tra ciò che fa abbassare il rischio di insorgenza dei tumori (una verità già assodata non solo per il limone ma per molte altre verdure) e il potere guaritivo – quasi taumaturgico – del limone. In altre parole, siamo d’accordo che il limone aiuta a non prendere il tumore, ma da qui a dire che può guarire metastasi mi sembra ce ne passi… “Ulteriori ricerche confermano che il limone è un rimedio provato contro praticamente tutti i tipi di tumore”. Bene: quali e quante ricerche mediche – possibilmente non trovate su forum o siti, che abbiamo visto poter pubblicare tutto e il contrario di tutto – affermano una cosa simile? Da giornalisti “uno studio statunitense” ci sembra pochino, visto che si parla della salute pubblica. Poco più giù l’articolo cita due studi, ma questi vengono liquidati in due righe a testa senza fornire uno straccio di numero, una cifra, un elemento oggettivo. Poco oltre, viene citato un altro Istituto statunitense, anche qui senza dare (nella versione che circola in rete) alcun dettaglio concreto. Però “pare (sic!) che questo tipo di terapia a base di estratto di limone abbia la capacità di distruggere solo le cellule tumorali maligne senza influire su quelle sane”. Se poi – come recita l’articolo – “una delle fonti sulle proprietà anticancerogene del limone arriva nientemeno che da uno dei più grandi produttori di droga al mondo”, beh, allora siamo a cavallo. Specie se dice che “dopo più di venti test di laboratorio, si rileva che distrugge le cellule maligne in dodici tipi di cancro, incluso quello del colon, del seno, della prostata, polmone e pancreas”.

E così, dopo il Bignami sulle proprietà del succo di limone si passa alla chiosa finale: “Se una mela il giorno toglie il medico di torno, cosa ci costa aumentare l’utilizzo del limone nella nostra vita quotidiana, partendo dal famoso bicchiere il mattino?”. Nulla, in effetti. Ma la sensazione che si tratti di uno spot aumenta esponenzialmente. In conclusione (per prevenire la funesta ira di salutisti, ambientalisti, nutrizionisti e altre 4 categorie che finiscono in -isti): il limone fa bene, non si discute, e riduce anche le probabilità di ammalarsi. Ma scritto in quel modo, tutto ciò – una sorta di parodia della cura Stamina e del suo attaccarsi al bisogno di facili soluzioni da parte di chi soffre – fa male a chi magari è disposto a credere a tutto, anche all’illusione di una guarigione con il limone.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

1 COMMENT

  1. […] Ed ecco il primo problema. La fonte. Chi dice cosa. Certo, in questo caso la parola dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, per chi vivesse sulla Luna) ha una sua indiscussa autorevolezza. Ma già in passato sono emersi casi in cui le dichiarazioni dell’OMS sono state prese a pretesto per lanciare campagne allarmistiche in giro per la Rete, un bacino dove i gonzi pullulano come girini in uno stagno. Ne parlai a suo tempo su Strade, a proposito del caso Augmentin. Diverso è il caso in cui la fonte non è autorevole come l’OMS ma pur sempre degno di attenzione. È il caso della trasmissione Report e della famigerata puntata sull’olio di palma (e stavolta linko al pezzo su Strade dell’amico Giordano Masini), dove si parla della presunta pericolosità di quella sostanza senza però ricordare che la soglia contenuta, ad esempio, nel latte plasmon è 300 volte inferiore alla soglia minima di tossicità. Diverso è ancora il caso della miriade di siti e sitarelli che, nel giro degli ultimi anni, hanno lanciato crociate più o meno in buona fede contro un prodotto del tutto innocuo e di uso diffuso come il SLS oppure a favore delle presunte mirabolanti doti taumaturgiche di altri (es. il limone che guarisce il cancro). […]

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