venerdì 11 Settembre 2026
HomeRistorantiOsteria Badalì, l'ortodossia...

Osteria Badalì, l’ortodossia toscana in Oltrarno (con il bonus della cacciagione)

L’ennesima trattoria di cucina tipica toscana a Firenze? Solo in apparenza. Dietro lo chef Nicola Schioppo di Osteria Badalì, in via dei Renai, c’è un menù dove – tra la “Fiorentina” di maiale e i pici con ragù di cosce di pollo – con un po’ di fortuna può spuntare la cacciagione

osteria badalì ribollita

Lo chef è stato chiaro sin dall’inizio: “Qui i piatti della tradizione toscana sono quelli classici, niente rivisitazioni o interpretazioni”. Beh, nonostante queste avvisaglie, Nicola Schioppo – il deus ex machina della Osteria Badalì, da pochi mesi aperta in via dei Renai, nell’oltrarno fiorentino – riesce a dar vita a un menù che è sì una celebrazione dell’ortodossia toscana, ma allo stesso tempo in grado di raccontare una storia che non sia la pedissequa riproposizione dei grandi classici.

osteria badalì bistecca

In altre parole, lo chef della Osteria Badalì ha tirato fuori dal cilindro piatti non banali come i pici fatti a mano con ragù di cosce di pollo, oppure come la “Fiorentina” di maiale (in basso) una bistecca cotta a mo’ di quella di manzo che potrebbe quasi ingannare anche un commensale esperto, se non fosse per il colore della carne.

osteria badalì maiale

E così, l’Oltrarno fiorentino che brilla della luce di interpreti contemporanei come Gabriele Andreoni, all’improvviso annovera tra i suoi artigiani dei fornelli un nome nuovo, che non significa appena arrivato. Tutt’altro: dal ’94 Nicola Schioppo ha frequentato la cucina dell’Osteria de’ Benci prima e il Capocaccia poi. Da lì il passaggio a Cipolla Rossa, fino al trasloco in via dei Renai, in una struttura dal design familiare e curato, con un contrasto tra rusticità e modernità in cui trovano posto i libri della Giunti e le foto dell’archivio Locchi.

osteria badalì

Oltre agli evergreen come il crostino di fegatino, la ribollita e la bistecca alla fiorentina, il menù annovera un interessante segato di carciofi e cavolo nero con spolverata di pecorino romano (foto in alto), i già menzionati pici fatti rigorosamente a mano (dal figlio dello chef, buon sangue non mente…) mentre – con un po’ di fortuna – ogni tanto arriva qualche fuori menù a base di cacciagione, dagli ungulati (cinghiale in primis) ai volatili: allodole, germani e colombacci, non facili da trovare nei ristoranti. Ma questo, si sa, è il bello delle trattorie.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Al Bistrot Lo Zero di Montespertoli la chef siciliana Marcella Schillaci porta in tavola la propria identità confrontandola con tradizioni diverse, dall’Umbria alla Lombardia, senza rinunciare alla sua cifra stilistica

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Italian Chef Charity Night, raccolti 12mila euro per UNHCR

Nonostante la pioggia, oltre 400 persone sul rooftop del The Social Hub Belfiore per il decennale della Italian Chef CHarity Night. Ai fornelli anche due chef rifugiati, da Siria e Afghanistan

A Casa Santoni nasce “Il Salotto”: domenica a Chianciano libri, musica e pici

Domenica 6 settembre Casa Santoni, a Chianciano Terme, inaugura “Il Salotto di Casa Santoni”, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicato a libri, musica, incontri e protagonisti del territorio. Il primo evento si intitola “Visioni a km zero” ed è...

Arriva il gelato viola per celebrare i primi 100 anni della Fiorentina

Da oggi in piazza della Passera il gusto “Labaro Viola” che la pluripremiata maestra Cinzia Otri ha realizzato con yogurt di pecora bio e uva fragola del Mugello per i 100 anni della Fiorentina