Un miliardo e mezzo di pizze all’anno. Vuol dire che in Italia ogni giorno si sfornano circa 5 milioni di pizze. Lo rivelano i dati di Tirreno Ct, la fiera della ristorazione in scena a Carrara. Eppure mancano all’appello ancora seimila pizzaioli.

pila

Immaginiamo di formare una pila mettendo una sull’altra 1,6 miliardi di pizze, quante se ne mangiano ogni anno in Italia. Se lo sforzo è troppo, riduciamo l’esperimento a una pila di 5 milioni di pezzi (pardon, di pizze). Ancora difficile? Non avete torto, in fondo: pensare che su una popolazione di 70 milioni di abitanti, ogni giorno si consumino 5 milioni di pizze dà sicuramente la cifra di quanto questo alimento sia ancora stabilmente in testa alle preferenze degli italiani. E i numeri, stima la Fipe, sono ancora in crescita. Il settore dà lavoro a circa 15 mila impiegati, eppure – sembra incredibile, ma è così – ha necessità di professionisti ma non riesce a trovarli. Sarebbero infatti almeno seimila i posti da pizzaiolo vacanti, soprattutto per impieghi nel fine settimana, periodo in cui si registra il picco di produzione. Il mondo della pizza è rappresentato ampiamente a Tirreno C.T., la fiera della ristorazione e dell’ospitalità giunta alla sua 35esima edizione negli spazi di Carrara Fiere.

La pizza più buona d’Italia

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Si mangia a Atella, in provincia di Caserta, ed è cucinata da Michele Lioniello dell’omonima pizzeria. E’ la vincitrice della tappa italiana del Giro Pizza Europa, il concorso internazionale sulla pizza organizzato da Pizza e Pasta Italiana e che vedrà le finalissime il 16 marzo ad Amburgo. Gli ingredienti della “My dad”: provolone, radicchio, melanzane e basilico. Al secondo posto Francesco Giordano della pizzeria Serenella di Brescia, con una Margherita, seguito da Paolo Del Papa dell’omonima pizzeria di Notaresco (Teramo). In qualche mese il Giro Pizza ha toccato 8 tappe con circa 240 pizzaioli professionisti partecipanti da tutte le parti d’Italia e del mondo.Il Giro Pizza non è stato l’unico dei concorsi promossi dalle varie associazioni a Tirreno C.T.. Accademia Pizzaioli in collaborazione con la rivista Ristorazione Italiana ha promosso infatti il concorso “Il Master Pizza Chef” per aspiranti pizzaioli, vinto da Stefano Miozzo di Cerea, in provincia di Verona.

Le pizze preferite dagli italiani

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

La pizza più mangiata è senz’altro la Margherita, nelle varie scelte: semplice o  con mozzarella di bufala. Seguono quelle classiche: Prosciutto, Funghi, Capricciosa, Carciofini, Salamino, Tonno, in tutte le loro varianti e versioni. A seguire le pizze senza pomodoro, chiamate in bianco, poi quelle speciali, quelle della casa e quelle locali, caratteristiche e che usano, in particolare, i prodotti tipici del territorio. Negli ultimi tempi sempre più preparate quelle gluten free. 

I numeri della pizza

Pizza acrobatica a Tirreno C.T.

Secondo i dati dell’Accademia Pizzaioli sono circa 42 mila i ristoranti-pizzeria, mentre i locali per l’asporto, taglio e domicilio sono circa 21 mila per un totale di almeno oltre 100 mila impiegati fissi nel settore ai quali se ne aggiungono almeno altri 50 mila nel fine settimana. Di questi, 65 mila sono  Italiani, 20 mila Egiziani, oltre 10 mila Marocchini. Ogni locale produce e vende giornalmente in media 80 pizze su 6 giorni lavorativi ed uno di chiusura per riposo settimanale. Di queste, circa la metà,  240 pizze, vengono mangiate fra il sabato e domenica e la restante metà nei 4 giorni feriali rimanenti con una media di 60 pizze al giorno. Il totale delle pizze preparate e vendute in questi locali sono  poco più di  5 milioni al giorno, moltiplicate per 27 giorni lavorativi porta a 135 Milioni di pizze al mese e moltiplicando per 12 mesi porta ad un consumo un miliardo e 620 milioni di pizze all’anno sono quelle mangiate presso le Pizzerie e Ristoranti-Pizzerie e quelle portate a casa.

I prezzi

Il costo medio di una pizza e bibita varia tra i 7 e gli 11 euro. Il Centro risulta l’area geografica più cara rispetto a Nord e Sud. Mediamente in Italia le palline per pizza vanno da un peso di 180 a 260 grammi. Consideriamo che la maggior parte delle pizze consumate sono quelle basse, senza bordo alto e quindi con un peso che va da 180 a 200 grammi, c’è poi una buona parte che va intorno ai 220 grammi ed infine le pizze Napoletane attorno ai 260 grammi. Le pizze, così dette all’Italiana, cioè basse, rappresentano circa il 90% del totale, il 10% è rappresentato dalle pizze Napoletane.

Articolo precedenteIl 25% del cioccolato artigianale sotto gli standard di qualità
Articolo successivoDegustare il cioccolato artigianale in modo professionale
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

1 COMMENT

  1. Devo dire che il fatto di mancare professionisti nel settore nello specifico pizzaioli è una barzelletta … sono un pizzaiolo e a detta di chi assaggia la mia pizza molto bravo, ma visto che non mi accontento di una sottopaga(non ci si vive realmente, sotto le paghe sindacali) o peggio lavorare solo sab e dom in inverno con paga sempre base e tutti i giorni in estate con un semplice stipendio che dovrei prendere tutto l’ anno, non mi fanno lavorare proprio perché ci sono minimo 5 pizzaioli per ogni pizzeria e lavorano o i giovani per le agevolazioni per l’assunzione o chi si accontenta di una miseria.Per non parlare delle richieste assurde dei tizi proprietari di pizzerie che fanno a noi pizzaioli, dandoci colpe inverosimili se pretendiamo almeno la paga sindacale.Ma visto che siamo in Italia e bisogna far credere che il lavoro c’è e non vogliamo lavoro noi…scrivete ste’ baggianate.
    Basterebbe contare quanti annunci di pizzaioli che cercano lavoro e sottrarli con le pizzerie che cercano pizzaioli nel più noto sito di annunci gratuiti italiano, avrete una idea della realtà. Mancano le pizzerie che investono sulle persone non sull’arredamento sedie tavoli registratori touch-screen impeccabili e costosi e poi pretendono di pagare 30/40 euro al dì ai pizzaioli possibilmente in nero e si ritrovano o ragazzetti 20enni o disgraziati o pizzaioli con l’hobby dello spaccio , il loro vero guadagno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.