venerdì 11 Settembre 2026
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Ristorante giapponese Il Cuore, tra ortodossia nipponica e stile nostrano

Ha da poco aperto il ristorante giapponese Il Cuore, in via Romana a Firenze, e l’abbiamo provato. Tra piatti tradizionali e una rassicurante clientela asiatica, ciò che ci è piaciuto di più non è né tempura né zuppe, ma una pancetta di maiale in agrodolce
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Ci aveva incuriosito da tempo, l’apertura del ristorante giapponese Il Cuore, in via Romana. Non tanto per il tipo di ristorante in sé o per la sua cucina, quanto per il fatto che non fosse sin da subito ben chiaro dove si sarebbe andato a posizionare tra i locali di ispirazione asiatica di fascia alta (come il Fulin, il Koto Ramen o l’Hoseki) o tra quelli più alla mano (Dim Sum, Pine & Apple, Zushi, ecc…).

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Ebbene, sin da subito alcuni particolari ci hanno rassicurato: personale giapponese – con tanto di abiti tradizionali, inclusi i sandali geta (下駄) ma in grado di parlare un ottimo italiano e di far stare perfettamente a suo agio il cliente, così come una clientela nipponica (che generalmente è garanzia di qualità) e persino i mucchietti beneaugurali di sale davanti all’ingresso – essenziale, in verità – del locale. Abbiamo iniziato la cena con due antipasti, entrambi interessanti e ben integrati in un menù abbastanza corto per quanto completo di ogni partita tipica (zuppe, tempura, sushi & sahimi, ecc..), con due menù degustazione a 28 e 38 euro:

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Il Sunomono, ossia un antipasto di alga, pesce e polpo marinato. Semplice ma ben eseguito, con l’alga che mantiene la tipica croccantezza nonostante la marinatura; il pesce e il polpo sono sodi e delicati, mentre i germogli danno quel tocco amaro che non stona.

Ristorante giapponese Il Cuore, tra ortodossia nipponica e stile nostrano

È il secondo antipasto, però, a meritare una menzione particolare: si tratta di una pancetta in agrodolce, con il suo intingolo alla soia e un wasabi beige. Ebbene, l’unione degli ingredienti riesce egregiamente a rendere piacevole la grassezza della carne – non certo il taglio più nobile dell’animale – mescolando la parte morbida del grasso sic et sempliciter con quella più soda del muscolo. Un piatto che si fa gustare, facendo presto dimenticare la quantità di colesterolo che si sta immettendo nell’organismo.

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A seguire, ci facciamo tentare dalla zuppa di polpette di pesce, le tzumire (つみれ). Piatto estremamente delicato, paga forse dazio su due aspetti: da un lato la necessità di mantenere una zuppa quasi impercettibile per non coprire il sapore del pesce; dall’altro il colore delle polpette stesse, tonde sì ma dalla consistenza appena troppo stopposa. D’altra parte, però, il sapore è proprio quello del pesce e il piatto sazia senza appesantire.

Ristorante giapponese Il Cuore, tra ortodossia nipponica e stile nostrano

E veniamo ai piatti principali della cena al ristorante giapponese Il Cuore: l’Oyakodon (親子丼) una ciotola di riso con pollo, cipolla, uovo e – a sormontare il tutto – un po’ di alga. Lontano anni luce da altre forme in cui a volte viene servito il riso, è un piatto che riempie e gratifica, solo in apparenza semplice. Nell’accezione migliore della parola, un piatto… “ignorante”, per palati aperti a sapori più strutturati.

Ristorante giapponese Il Cuore, tra ortodossia nipponica e stile nostrano

Più tipicamente nippon-style è invece l’altra ciotola di riso, quella sormontata da tonno, salmone e merluzzo. Si tratta del Sushi Chirashi, per soddisfare le esigenze di chi non è disposto a varcare la soglia di un ristorante giapponese se non per un boccone di pesce crudo.

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E per finire, lasciamo il ristorante giapponese Il Cuore con l’immancabile tempura mista. Il piatto – gamberi, salmone, melanzane, fagiolini verdi, zucca e peperone – si presenta ben fritto, non troppo untuoso, accompagnato da una salsa molto liquida e da un piattino con sale e curry. Piccoli dettagli che fanno la differenza, anche in un piatto ormai mainstream. In carta a 19 euro.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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