Arriva il Rooster Firenze, i classici made in Usa ma con il know-how toscano

Rooster Firenze

Ha aperto i battenti sulle ceneri dello Slowly il Rooster Firenze, locale che offre i classici made in Usa filtrati attraverso il know-how toscano: dai maccaroni & cheese agli spaghetti with meatballs fino a bagel e pulled pork. In menù anche “Bbq ribs”, il Brisket e la Apple pie, ognuno col cocktail in abbinamento

Rooster Firenze

Al di là degli hamburger e dei dessert tradizionali, la cucina a stelle e strisce non aveva finora una sua casa a Firenze in grado di offrire i “classici” d’oltreoceano in un menù completo dall’antipasto al dolce. A colmare questa lacuna nel panorama della gastronomia cittadina è arrivato adesso Rooster Firenze in via Porta Rossa 63r, nato negli spazi dove fino a qualche tempo fa sorgeva lo Slowly.

rooster firenze

Ciò che la proprietà – due giovani, uno fiorentino e l’altro calabrese, entrambi con qualche esperienza specifica alle spalle – ha voluto realizzare, forte dell’esperienza maturata con il “Rooster Cafè” in via Sant’Egidio, è un mix in cui gli evergreen americani sono filtrati attraverso il know-how toscano. Ecco dunque che i tipici “maccaroni cheese” vengono riproposti come maccheroncini al cacio con vellutata di porcini, oppure gli “spaghetti with meatballs” (quelli di Lilli & il vagabondo, per intendersi) diventano pici con sugo di polpettine e briciole.

Rooster Firenze toast avocado

La carta del Rooster Firenze non può prescindere da bagel e burgers, ma è sui secondi che l’impronta statunitense si fa più marcata grazie alle “BBQ ribs” (le costine di maiale laccate al miele, immancabili in ogni barbecue Usa) o al brisket con cipolla marinata all’aceto e patate dolci americane, oppure ancora alla scaloppa di salmone arrosto. Anche tra i dolci, l’offerta oscilla tra alcuni must della cucina americana come la torta di carote, la celebre “Apple pie”, i pancakes e la NY cheesecake con salsa ai frutti di bosco.

Rooster Firenze brisket

Un capitolo a parte merita poi il pollo, animale che – presente anche in menù, of course – dà il nome al Rooster Firenze in un curioso gioco di richiami tra la Toscana e gli Usa: quest’animale, reso celebre nella cucina della West Coast anche grazie alla serie tv Breaking Bad e alla catena Los Pollos Hermanos, attraversando l’oceano si declina infatti proprio in Toscana tanto con quel “Gallo nero” che è l’effigie del Chianti Classico Dogc quanto con i rinomati polli del Valdarno, da cui provengono le materie prime usate in cucina.

rooster firenze

Aperta dalle 18,30 fino a tarda notte – si può cenare fino all’una, con le opzioni gluten free e vegetariana – la cucina del Rooster Firenze è affidata alle mani dello chef Francesco Coniglio, buon conoscitore della realtà locale essendo stato già alla guida di Filipepe e della Cucineria La Mattonaia. Molti piatti hanno inoltre un proprio cocktail abbinato, da scegliere da una lista ad hoc dove figurano – oltre ai classici della mixology – anche una serie di proposte ricercate, a partire dal Willy Wonka a base di campari, rabarbaro e cioccolato.

rooster drinks

Elemento importante sono i prezzi, decisamente abbordabili soprattutto in relazione all’abbondanza delle porzioni. Ma c’è un motivo: il menù del Rooster Firenze è tarato soprattutto per chi vuole prendere un piatto unico, o al massimo un paio, piuttosto che concedersi un intero viaggio dall’antipasto al dolce. Ecco perché, in omaggio a un cliché statunitense, le razioni sono tutt’altro che scarne.

Rooster Firenze
via Porta Rossa 63r
www.roosterfirenze.com
roosterportarossa@gmail.com

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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