In un domani non troppo lontano le bibite analcoliche saranno aromatizzate a sapori tipici della cucina, come rosmarino, topinambur e aceto. Ecco i soft drink del futuro

 

Negli ultimi anni il mondo dei soft drink sta vivendo alcuni grossi trend, soprattutto legati alla naturalità ed alla conseguente scelta del biologico (nei succhi di frutta, ma non solo, anche nelle bibite gassate e nei thé freddi), oltre che ad una graduale ricerca del salutismo tramite la sostituzione degli zuccheri con edulcoranti e stevia. Ma all’estero sempre di più si gioca oltre che sugli aspetti tecnici anche sulle combinazioni di sapori, e spesso gli ingredienti scelti per innovare non vengono dal mondo più classico dei frutteti, bensì dagli orti, e soprattutto si ispirano ad ingredienti presenti nelle cucine, e conosciuti dai consumatori molto più per le loro doti solide che per quelle liquide.

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Ne è un esempio l’azienda tedesca Your Lab By Tropextrakt, che ha puntato su una bevanda a base di rosmarino e yuzu, per sorprendere il palato dei propri clienti con un sapore aromatico. Ma anche in Spagna non scherzano: il brand internazionale Aquarius ha sviluppato e lanciato su questo mercato una bibita a base di topinambur e zenzero per rinfrescare anche i palati più esigenti.

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Che gli inglesi non brillassero per il buon gusto a tavola è fatto noto, e quindi può sorprendere fino ad un certo punto che la nota catena di supermercati Mark&Spencer abbia deciso di puntare su un succo a base di aceto di mele e lampone, in una pratica bottiglietta monoporzione.

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Se le follie europee non vi sono bastate inoltre, recentemente nel Sud-Est Asiatico è stato lanciato dalla Vietnam Vinamilk Vfresh un succo di carciofo che pare essere un vero toccasana.

D’altronde, come ci insegna il colosso americano Coca Cola – che per conquistare il mercato cinese ha declinato il del brand Minute Maid anche al gusto della rosa – l’importante è capire il palato del consumatore. Questo è il vero…succo del discorso!

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Federico Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…