sabato 24 Ottobre 2026
HomeMixologyDistillati GastronomiciSpirits: dalle colline...

Spirits: dalle colline del Mugello arriva Milk Gin, distillato di latte e cereali

La storica fattoria mugellana “Il Palagiaccio” lancia sul mercato Milk Gin, il primo gin italiano realizzato distillando latte e cereali

milk gin

“Quanto azzurro e d’amor e di ricordi,
Gin, infido liquor, veggio ondeggiare.
Nel breve cerchio onde il mio gusto mordi.
O dolci selve di ginepri, rare,
A cui fischian nel grigio ottobre i tordi.
Lungo il patrio, selvaggio , urlante mare”.
Giosuè Carducci – Gin e ginepri (1881)

E’ noto che tecnicamente sia possibile distillare qualsiasi cosa, dando vita a quella nicchia per appassionati definita “distillati gastronomici”. E tra le materie prime legate al made in Tuscany – regione la cui ricchezza di biodiversità non smette mai di stupirci – ci sono tanto il ginepro, base per ogni variazione sul tema del gin, quanto il latte. Nel primo caso, questa pianta che cresce spontaneamente dal mare fino ai 1500 metri di altitudine, è presente in Toscana in ben 60 varietà tutte con bacche dalla qualità organolettica e qualitativa di altissimo livello. Nel caso del latte, invece, le colline del Mugello sono da sempre riconosciute come la zona di produzione più vocata della regione per qualità e quantità.

milk gin

Ebbene, proprio dall’unione di queste due materie prime la storica fattoria mugellana Il Palagiaccio ha realizzato un prodotto decisamente singolare: il Milk Gin, un distillato dove la base alcolica deriva dalla fermentazione di latte e cereali, due prodotti che in Mugello esprimono un’autentica eccellenza.

Ultimo arrivato nel già ampio carnet della fattoria di Scarperia e San Piero – che già aveva prodotto una Milk Ale, una birra al latte – il Milk Gin si caratterizza per una calda rotondità e una persistenza molto prolungata rispetto a un gin tradizionale, esaltando così le note aromatiche tipiche del ginepro toscano e delle altre 10-15 botaniche presenti, tutte espressione della macchia mediterranea.

Il progetto del gin al latte nasce un paio d’anni fa, prima del Covid, collaborando con uno dei migliori barman di Firenze, al quale Il Palagiaccio fornisce i latticini. “Gli abbiamo chiesto supporto per creare un nostro distillato” spiega Carlo Bolli, responsabile commerciale della fattoria mugellana, che aggiunge: “Ci appoggiamo a una nuova distilleria fiorentina, di tre barman che hanno acquistato gli alambicchi in Olanda, e hanno iniziato a lavorare sei mesi fa. Da parte nostra, facciamo piccolissime produzioni, lotti da 50 a 100 litri, è un prodotto assolutamente artigianale (acquistabile qui). Peraltro un prodotto mai uguale, perché il latte è materia prima che cambia di giorno in giorno”.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

ARTICOLI SIMILI

"Childhay Manor Farming è un'azienda agricola biologica situata a Blackdown, nel West Dorset, Inghilterra. Nel tranquillo e sereno scenario di campagne e pascoli, questa...

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...