Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Filippo MUD a Pietrasanta

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Torna Toscana da bere, il viaggio tra i cocktail bar del Granducato: da un’idea di Federico Bellanca, ogni settimana passiamo in rassegna i luoghi del “bere bene” miscelato. Oggi andiamo a Pietrasanta per scoprire il Filippo MUD

Poco distante dalle spiagge più belle della Versilia, in una delle città con la maggior concentrazione d’artisti d’Italia, si cela un cocktail bar indissolubilmente legato con il proprio ristorante. Se infatti di Filippo MUD si è parlato e scritto in abbondanza in questi anni, l’accento questa volta lo vogliamo mettere sull’altra faccia della medaglia, ovvero su quel “locale dentro il locale” che sempre di più ha saputo guadagnarsi il proprio ruolo da protagonista, e perché no, la propria clientela di appassionati.

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Anche se lei preferisce la dizione di barman perché come giustamente dichiara “un professionista va giudicato dal proprio lavoro, non dal proprio sesso” Elisa Zurlini rientra senza dubbio nella categoria di quelle donne che stanno contribuendo a sdoganare l’arte del bicchiere anche tra il gentil sesso. Da due anni (quindi praticamente dall’apertura) al Filippo MUD di Pietrasanta, Elisa si è fatta apprezzare lavorando, ha fatto tutta la crescita interna fino a diventare la responsabile del bar. La ragazza originaria di Forte dei Marmi non teme infatti le sfide, come dimostra la sua voglia di migliorarsi che l’ha spinta fin da quando aveva 16 anni e muoveva i primi passi dietro al bancone a cercare di crescere professionalmente, e a voler allargare le proprie competenze, sfiorando tutti gli aspetti del mondo del bar fino a frequentare i corsi più prestigiosi di bartending, tra i quali quelli tenuti dalla Campari Academy.

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Il lavoro quotidiano di un cocktail bar inserito in un ristorante è molto più complesso ed interessante di quello che si potrebbe immaginare. Non ci si limita solo al coinvolgimento dei clienti nel pre-dinner, ma  si tenta anche di far cultura nel pairing, portandoli a sperimentare con nuovi abbinamenti e a degustare i cocktail in abbinamento (niente paura, grazie ai bicchieri dedicati le porzioni sono correttissime per poterne godere a tutto pasto senza eccedere)

La miscelazione qui ha una propria identità precisa, che vede affiancare l’identità italiana al rispetto internazionale, e che trae ispirazione dal mondo della cucina per quanto riguarda tematiche quali i prodotti del territorio e l’attenzione alla stagionalità. Le contaminazioni non si fermano certo qui, perché se dalla cucina Elisa ha tratto insegnamento per quanto riguarda l’idea di uno stile semplice e pulito, anche gli chef hanno avuto modo di attingere alle novità provenienti dal bar, e in alcuni piatti sono comparsi ingredienti come l’angostura, oppure il pepe timut,  inizialmente presente nelle creazioni liquide. La serata è servita, una cena da ricordare in abbinamento per i cocktail per i più audaci, un semplice e gradevolissimo aperitivo per i più classicisti. Filippo MUD vale sempre il viaggio, e non solo per la sua cucina!

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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