Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Argentario Golf Resort (Gr)

Torna Toscana da bere, il viaggio tra i cocktail bar del Granducato: da un’idea di Federico Bellanca, ogni settimana passiamo in rassegna i luoghi del “bere bene” miscelato. Oggi andiamo in Maremma per scoprire l’Argentario Golf Resort

L’Argentario è da sempre una delle mete preferite sia dai Toscani sia dai Laziali per il riposo e lo svago. Un’oasi di benessere e relax a poche ore dalle grandi città, sufficienti per allontanarsi dalla monotonia e dallo stress della vita quotidiana. L’Argentario Golf Resort è senza dubbio una struttura d’eccellenza in questo senso, visto che all’interno dello stessa struttura offre la possibilità di godere una vacanza sia sportiva che gastronomica. Negli ultimi anni infatti l’accento della struttura a riguardato in maniera particolare quest’ultimo aspetto, mettendo a disposizione degli ospiti un’ampia scelta interna, con attenzione speciale per quello che riguarda il bar e il mondo dei cocktail.

Il Design Spa Resort contiene ben tre bar diversi, tutti e tre sotto la supervisione di Silvano Evangelista, (ritornato da poco come Bar Manager dopo i mesi fiorentini all’Osteria del Pavone), adatti a soddisfare la clientela in ogni momento del giorno. Il principale in quanto incastonato all’interno della struttura alberghiera è il senza dubbio il Lounge bar, affidato alle cure di Giuseppe Calò, pronto a coinvolgere i clienti in ogni momento della giornata con cocktail classici e signature sorprendenti (decisamente da provare il Totally Black) da godersi nella terrazza di 1000 mq, con un’apertura che permette al contempo di ammirare la laguna e il mare, davanti ai tramonti che solo il Tirreno sa regalare.

Il secondo punto d’interesse per gli amanti del buon bere miscelato è la Club House In questo angolo affacciato sui campi da golf (è possibile gustare sia la proposta food, sia il bar che pur aperto dal mattino esprime senza dubbio il meglio di sé all’ora dell’aperitivo). Da marzo in poi infatti il locale offre una proposta food informale e curata, studiata per accompagnare le proposte beverage del bar grazie anche a un barman dedicato. Da citare anche Il terzo punto bar dove gustarsi un cocktail, ovvero il Pool Bar, ovviamente aperto da metà maggio in poi.

Volendo trovare un filo conduttore nell’offerta beverage dell’Argentario Golf Resort, sicuramente lo si può identificare nell’attenzione al mondo wellness, protagonista in ogni aspetto dell’offerta, e non è un caso che molti drink oltre ad essere ricercati siano anche salutistici.

Un’ultima nota interessante è il nuovo corso del ristorante “Dama dama”, che ritrova ai fornelli Emiliano Lombardelli, che già ne aveva curato l’apertura insieme a Fabrizio Santucci del Caminetto di Roma, e che a marzo (dopo un periodo di crescita professionale che lo ha portato alla pubblicazione di due libri tra le altre cose) ne riprenderà le redini, e di cui speriamo di scrivere presto una recensione più dettagliata.

Insomma, i motivi per recarsi all’Argentario sono molteplici, ma sicuramente vale la pena farlo all’Argentario Golf Resort per trovarli tutti insieme al loro massimo splendore.

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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