Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Michi a Pistoia

Torna Toscana da bere, il viaggio tra i cocktail bar del Granducato: da un’idea di Federico Bellanca, ogni settimana passiamo in rassegna i luoghi del “bere bene” miscelato. Oggi andiamo a Pistoia per scoprire Michi

Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Michi a Pistoia

All’ombra del duomo di Pistoia, in una delle piazze più suggestive d’Italia, c’è un piccolo e sorprendente Bistrot. Nonostante il nome sull’insegna sia lo stesso da alcuni anni infatti, dal maggio 2018 il Michi è profondamente cambiato dal tipico bar a cui i cittadini erano abituati, diventando uno dei laboratori di sperimentazione più interessanti dell’intera regione, dove cucina gourmet, vini del territorio e cocktail audaci si incontrano in un equilibrato vortice all’insegna della qualità che copre ogni momento della giornata. Ma facciamo un passo indietro: per capire il Michi bisogna prima conoscere i due uomini dietro il progetto, Luca Cigna e Valerio Chesi, anime affini con percorsi professionali fatti apposta per avvicinarsi ed allontanarsi, fino a rendersi complementari tanto dietro il bancone quanto nella gestione del locale.

Valerio mosse i primi passi nella sua Pistoia dietro il bancone del Voronoi, storico locale che insieme al Gargantuà diede il via alla rinascita serale del centro storico della città. Nei suoi primi anni la proposta del locale era ancora improntata sulla miscelazione anni 90, vittima delle proposte delle discoteche. Nel frattempo Luca a Prato gestiva il Nottetempo, locale dove era entrato come studente per finanziarsi gli studi fino a diventarne socio. Un locale dalle alterne fortune quello pratese, sorto nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Alla chiusura di quell’avventura, Luca viene individuato dalla proprietà del Voronoi come l’elemento giusto per completare la squadra e si trasferisce a Pistoia dove conosce il futuro socio. Come lui stesso racconta, gli anni al Voronoi furono utili tanto a lui quanto al locale “introdussi l’offerta dei cocktail classici, aiutando il locale ad evolvere la propria proposta, ed al tempo stesso imparai la gestione di un locale grande e complesso, crescendo come professionista.

Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Michi a Pistoia

Se i due paiono essersi finalmente congiunti, questo primo incontro durò poco. Valerio infatti decise di partire, lasciando il locale in mano al nuovo collega, per crescere professionalmente. Un’esperienza a Marina di Ravenna (dove incontrò i grandi della mixology italiana e straniera) e la gestione di un nuovo locale a Pistoia, lo portarono alla scoperta dei trend globali che saranno da li a poco fondamentali per proiettare il nuovo Michi nel XXI secolo. I due amici avevano già da tempo in mente il progetto di un locale, e quando si liberò il fondo del Michi non ci pensarono due volte: in società con la proprietà del Voronoi (che una volta di più dimostrò la sua capacità di vederci lungo) decisero di fare l’investimento e di accettare la sfida, e in meno di un mese il nuovo locale era pronto a partire.

Dopo un primo periodo di studio iniziale, finalizzaro a capire la clientela, finalmente il 2 agosto il progetto aveva la sua nuova identità, con la prima cocktail list e – grazie all’ingresso nel team di Federico Fusca, chef pistoiese proveniente da Tombolo a Castagneto Carducci – un’offerta di pranzo e cena ricercata e decisamente interessante.

Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Michi a Pistoia

Le iniziative del locale negli ultimi mesi sono state molte, e molto particolari, come il trasformarsi in un Secret Bar anni ’20 per singole serate, oppure l’organizzazione di cene degustazione in pairing con cantine vinicole della zona, tanto quanto birrifici e – perché no? – Vermouth, così come la musica dal vivo.

Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Michi a Pistoia

Presentata negli ultimi giorni, la nuova cocktail list gioca brillantemente sui signature (spesso a a base di prodotti del territorio come Numquam e DìWine) e i classici, divisi e presentati per tipologia di distillato (molto interessante nella parte dedicata ai Whisky la possibilità di scegliere la propria bottiglia grazie ad uno schema estremamente intuitivo).  Il rilancio del Michi pare completato, ma la sperimentazione è lungi da essersi fermata. Un locale decisamente da seguire, perché siamo sicuri che la sua evoluzione sia solo agli inizi, e potrà riservare ancora molte sorprese.

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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