Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Sketch a Livorno

sketch a livorno cocktail bar

Torna Toscana da bere, il viaggio tra i cocktail bar del Granducato: da un’idea di Federico Bellanca, ogni settimana passiamo in rassegna i luoghi del “bere bene” miscelato. Oggi andiamo a Livorno per scoprire Sketch

Livorno è una delle città più sorprendenti della regione per chi sa cosa cercare. Se son ben noti i locali più classici del capoluogo, forse a chi non è originario sfugge ancora la parte più innovativa della proposta enogastronomica. Negli ultimi anni infatti si sta affermando nel capoluogo labronico una new wave di locali dal respiro internazionale caratterizzati da un’offerta moderna e dalla mentalità meno incentrata sulla tradizione.

Il capofila di questa rinascita per quanto riguarda il mondo dei cocktail è senza dubbio Sketch, il cocktail bar che dal 2016 a oggi ha anno dopo anno alzato l’asticella proponendo una filosofia di mixology evoluta e una proposta attenta, creando così un polo d’attrazione per giovani appassionati all’interno della movida livornese.

I due creatori del progetto, Simone Quercioli ( che dopo aver appreso la professione tramite i corsi Aibes ha lavorato in locali storici del capoluogo come la Baracchina Rossa) e Roberto Capenti ( che ha mosso i primi passi nei locali di famiglia, per poi andare a Londra e ritornare in città come responsabile a Calafuria) si sono infatti posti l’obbiettivo di colmare la lacuna dell’offerta cittadina aprendo un locale fortemente improntato sul bere di qualità, proponendo cocktail di livello e portando il cliente a bere al bancone per fargli conoscere i segreti del mondo della miscelazione. Una formula vincente, che ha portato il locale a essere una delle mete preferite dai giovani e non solo, senza che mai i grandi numeri e l’affluenza inficiassero sul livello dell’offerta.

Ad oggi il locale nel fine settimana impiega sei persone tra bancone e sala, e grazie a proposte come il dj set la domenica (serata “scoperta” dalla maggior parte dei locali) è riuscito a creare nuovi spazi di aggregazione e di cultura.

La proposta cocktail è principalmente incentrata sui signature, proposti con una carta dedicata che riesce a farsi comprendere e ad incuriosire gli avventori anche grazie ad un attento lavoro di grafica e visuale.

Tra innovazione e twist sui classici (come ad esempio il BulervarDé, variazione sul tema del Boulevardier, che si cotradistingue per il color amaranto, oppure il Athanor, versione 2.0 del Ponce Livornese) infatti la scelta è innovativa e divertente per ogni tipo di palato.

Negli spazi di Sketch non è solo possibile godersi grandi cocktail, ma anche scoprire molti vini del territorio e non (biologico e biodinamico godono di una grande attenzione) o gustarsi i quadri di artisti livornesi emergenti ed affermati, che vengono cambiati con cadenza mensile come in una galleria d’arte). Una visione nuova della città, decisamente da scoprire per chi vuol conoscere un’anima di Livorno che forse ancora mancava.

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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