Abbiamo degustato quattro vini (IGT, Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione) del Castello La Leccia, a Castellina in Chianti (Siena). Ecco com’è andata

Nel cuore del Chianti Classico, nei pressi di Castellina in Chianti, l’azienda biologica Castello La Leccia si estende per 170 ettari, di cui 17 ettari vitati e 10 di oliveti dove si coltivano Leccino, Moraiolo e Correggiolo. L’azienda ha anche un lussuoso agriturismo dotato di una piscina panoramica affacciata sui vigneti e un giardino all’italiana davanti alla villa. Il complesso è un antico borgo arroccato su un colle dove, nelle giornate più limpide, si possono vedere, Siena, l’Amiata, San Gimignano e Colle Val d’Elsa.

Risalente al 1077, il  Castello La Leccia alla metà del 1400 passò sotto il dominio della famiglia Ricasoli e nel 1920 la proprietà fu acquistata da Giuliano Daddi. Infine l’ultimo erede della famiglia, Francesco Daddi, l’ha ceduta a Rolf Sonderegger, imprenditore svizzero che si si sta impegnando per un ulteriore sviluppo. Attualmente l’azienda è diretta da Guido Orzalesi, arrivato nel settembre 2019. Nel corpo centrale del castello si trova il ristorante, dove la tradizione toscana è interpretata con ricercatezza e cura della materia prima e della stagionalità.

vini chianti classico castello la leccia

Il Castello La Leccia produce quattro etichette: il “Vivaio del Cavaliere”(Toscana IGT), il Chianti Classico DOCG, il Chianti Classico Riserva DOCG e “Bruciagna”, il Chianti Classico Gran Selezione DOCG. Quattro grandi rossi, tre dei quali a base di Sangiovese in purezza. Per quanto riguarda le tre tipologie di Chianti ci sono caratteristiche comuni: le vigne sono allevate su terreni argillosi, limosi, sabbiosi e con presenza di Galestro e Alberese e le uve sono raccolte manualmente dopo una selezione in vigna. Dopo la diraspatura e la pressatura le uve sono trasferite in vasche d’acciaio per un breve periodo per la criomacerazione e fermentazione alcolica. Quindi segue la fermentazione malolattica in vasche di cemento e poi l’affinamento.

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Castello La Leccia Chianti Classico 2018

Tra tutti i vini è quello che ci ha convinto di più. Sangiovese in purezza, affina 12 mesi in botti di rovere francese e austriaco prima di essere imbottigliato. Di colore rosso rubino brillante, al naso si sentono i fiori rossi, soprattutto la viola, i frutti rossi freschi in particolare la ciliegia e la fragolina di bosco. Sul finale si percepiscono leggere note di spezie dolci, boisé e tabacco. Al gusto è caldo, corposo e mobido. Un vino equilibrato, fresco,  sapido con un tannino setoso: un Chianti Classico fine, elegante e persistente. Più si beve e più viene voglia di berlo abbinandolo magari a primi col sugo di carne e arrosti.

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Castello La Leccia Riserva 2018

Prodotto con Sangiovese e una piccola percentuale di Malvasia Nera, affina per 18 mesi in botti di rovere francese prima di essere imbottigliato. Il colore è rosso rubino intenso. Al naso si percepisce subito il profumo di violetta, rosa rossa e frutti rossi maturi. Poi arrivano le note speziate dolci e boisé. Un profumo molto intenso ed elegante dove i sentori sono delicati e ben amalgamati. In bocca il vino mostra corpo, freschezza e sapidità. Il tannino è ancora un po’ prepotente ma nel tempo diverrà più morbido e setoso. Da quando è arrivato, Guido Orzalesi ha cercato di rendere i vini più puliti ed equilibrati: la Riserva 2015 e 2016 sono effettivamente molto più corpose, soprattutto con un forte sentore di legno sia al naso ma particolarmente in bocca. Adesso, invece, la Riserva 2018 è un vino elegante, piuttosto equilibrato e persistente. Saremmo curiosi di degustarlo fra un anno, siamo convinti che sarà tutta un’altra cosa.

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Bruciagna Gran Selezione 2018

Il vino, sempre Sangiovese in purezza, prende il nome dal vigneto situato a 450 metri s.l.m. L’affinamento avviene per 24 mesi in botti di rovere e barriques francesi e minimo 9 mesi in bottiglia. Anche la Gran Selezione è di colore rosso rubino intenso. Al naso si percepisce subito il legno che poi, quando il vino si apre, lascia il posto alla viola e ai frutti di bosco neri e alle noti speziate dolci. Al gusto mostra tutta l sua complessità, la corposità e persistenza. Il tannino è potente e dovrebbe ammorbidirsi ancora un po’. Un vino austero da abbinare a piatti di carne in umido e, in particolare, alla bistecca alla fiorentina.

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Vivaio dei Cavaliere  Rosso Toscana IGT 2020

Finiamo col primo vino degustato: un rosso IGT a base di 70% Sangiovese, Malvasia Nera, Syrah e Ciliegiolo. Dopo la selezione delle uve nel vigneto, queste fanno solo acciaio e cemento (dove restano per 6 mesi). Di colore rosso rubino brillante, al naso ha un profumo accattivante di fiori e frutta rossa come la ciliegia e i frutti di bosco. In bocca fresco, pulito e “beverino”. Fresco, sapido e con un buon tannino morbido. Un vino leggero da bere anche in estate abbinandolo ad antipasti a base di formaggi freschi o di media stagionatura e salumi, o piatti leggeri.

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