In tempi di degustazioni online, abbiamo partecipato a quella organizzata da Fisar sulla Valle della Loira con 4 vini che sintetizzano la varietà enologica di questa regione ricca di paesaggi e storia

Nella Valle della Loira la vite veniva già coltivata ai tempi delle conquiste di Giulio Cesare e i romani introdussero tecnologie di coltivazioni e produzione. Ma fu soprattutto all’epoca dei grandi re di Francia, in particolare di Luigi XIV, il Re Sole, che, grazie alla protezione reale e al facile accesso ai mercati olandesi e inglesi, quest’area vitivinicola, e in particolare Angers, si arricchì con il commercio del vino. La Loira è il fiume più lungo della Francia: 1012 km dalla fonte nelle gole dell’Ardèche, a soli 50 km a ovest del Rodano, allo foce nell’oceano Atlantico. È la regione vitivinicola francese più ampia che si estende dal Massiccio Centrale all’oceano per circa 700 km.

valle della loira

I vini della Valle della Loira sono freschi, mai troppo forti, con note floreali e una bella acidità e, per il momento, ancora con un buon rapporto qualità/prezzo. È una zona di vini bianchi, sia secchi che dolci, prodotti soprattutto con un unico vitigno e con una produzione per circa il 25% biologica e biodinamica anche e non mancano vini rossi, rosé e pétillant di qualità. Nella zona atlantica si coltiva il Melon de Bougogne, parente lontano dello Chardonnay, da cui si ottiene il Muscadet. La zona di Anjou è il regno dello Chenin Blanc, la varietà più raffinata e caratteristica di quest’area, anche se nei pressi di Samour si producono ottimi rossi e rosé a base di Cabernet Franc. Nella Touraine domina il Sauvignon Blanc, che si ritrova anche nel Sancerre e Poully-sur-Loire.

valle della loira

Per quanto riguarda il clima della Valle della Loira, quello atlantico è prevalentemente mite e umido, mentre, all’interno, nella  Touraine e nel  Sancerre e Pouilly  diventa più continentale con inverni rigidi ed estati calde e escursioni termiche. La stagione primaverile è particolarmente instabile con il rischio di gelate, come è avvenuto quest’anno in tutta la Francia. Ma nella Loira atlantica i danni stanno mettendo a rischio circa l’80% della produzione. La produzione vinicola non è regionalmente omogenea anche per la diversità dei terreni formati in periodi diversi: argilla e sabbia nella zona del Muscadet, pietra, ardesia e terreno vulcanico nell’Anjou, gesso e tufo nell’area di Samour, mentre a Sancerre e Pouilly – dove si producono i vini migliori – il terreno è formato da a base argilla calcarea mista a gesso e silicio.

Muscadet Sèvre et Maine “Granite” 2018 – Domaine de l’écu

Prodotto con Melon de Bourgogne in purezza, lavorato con metodi biodinamici con uve provenienti da vigne hanno circa 45-55 anni di età e rimane “sur lies” per un certo periodo prima dell’imbottigliamento. Alla vista, il vino è giallo dorato. Al naso mostra eleganti sentori di buccia mela golden e di ananas, sapido, minerale, quasi di pietra focaia. In bocca, mostra tutta la sia freschezza vivace con note sapide e iodate soprattutto sul finale mitigate dalla morbidezza. Ḕ un vino semplice, giovane ma elegante che può evolvere per qualche anno mostrando un maggior equilibrio grazie alla perdita di e acidità. Da abbinare ai frutti di mare, ostriche piccoli crostacei, carpacci o sushi di pesce.

Alphonse Mellot La Moussière Sancerre Blanc  2019

La Moussière di Alphonse Mello è una delle vinicole aziende storiche della zona. Questo vino è prodotto con 100% Sauvignon Blanc le cui uve provengono da La Moussière, forse il più apprezzato di tutti i vigneti della zona, circa 30 ettari esposti a sud-ovest su un suolo calcareo ricco di minerali tipo kimmeridgiano. Il Sancerre, vinificato metà in acciaio e metà in barrique nuove, riposa “sur lies” in inox per 7-8 mesi prima dell’imbottigliamento. La Moussière 2019 di colore giallo paglierino tenue, al naso si percepiscono note agrumate di pompelmo rosa e vegetali di foglia di pomodoro. In bocca si percepisce subito la sapidità per arrivare poi a gustare, come per l’olfatto, note agrumate, erbacee e un po’ burrose. Un vino elegante ampio e rotondo, con una bella e lunga persistenza. Da abbinare a i pesce, carni bianche, formaggi freschi anche erborinati.

Saumur Chenin Blanc “L’Insolite” 2019 – Domaine des Roches-Neuves

È considerato come una delle più alte espressioni dello Chenin Blanc. Un bianco che proviene da un vigneto centenario, che in cantina viene vinificato in botti di legno e che rimane sui suoi lieviti per almeno sei mesi. Un vino capace di essere anche longevo, di  color giallo paglierino, al naso si percepiscono note agrumate, con richiami al pompelmo e al limone, e di frutta esotica come la banana e note mentolate. Elegante e fine, in bocca si sentono subito la freschezza e l’acidità, grazie alle note citriche di pompelmo rosa e limone, unite alla sapidità e mineralità mentre sul finale il vino mostra anche una certa morbidezza.  Ha una buona struttura che gli consente andare avanti per qualche anno probabilmente diventando più equilibrato. “L’Insolite si esalta con piatti a base di pesce come tartare di tonno, sushi, sashimi, trota affumicata ed ostriche.

Le Haut Lieu Demi sec 2018 – Domaine Huet

Questo vino nasce da tre particelle acquistate dalla famiglia Huet nel 1928 vinificate separatamente. Fu un’idea vincente perché questa cuvée Le Haut-Lieu è uno dei più famosi demi-sec della Loira. Di colore giallo dorato tenue, al naso è fine e delicato con sentori di mela, pesca e albicocca, frutti tropicali, leggere note erbacee e minerali. Al palato è fresco, pulito con una buona struttura e persistenza. Si percepisce il residuo zuccherino ma non appesantisce il vino mostrando tutta la sua piacevolezza alla beva. E’ un vino giovane che può evolvere nel tempo diventando più morbide e con maggiore profondità aromatica. Da abbinare a formaggi erborinati e alla cucina orientale piccante e speziata come la thailandese e l’indiana. (Elisabetta Failla)

Rispondi