Il Consorzio del Chianti annuncia l’arrivo della Gran Selezione per sfondare nei mercati Usa e Far East, quello del Chianti Classico replica piccato: “Increduli e rammaricati, ci hanno copiato”

Se non è guerra fredda, poco ci manca: il Consorzio del Vino Chianti e quello del Chianti Classico sono ai ferri corti. Il casus belli? La Gran Selezione, ossia la tipologia di vino apicale nella scala qualitativa, che finora era appannaggio del Chianti Classico e oggi è stato invece (ri)lanciato dal Consorzio del Chianti. Appena poche ore dalla comunicazione dell’approvazione della Gran Selezione da parte dell’assemblea dei soci del Consorzio Chianti, che sul fronte del Gallo Nero è arrivata la reazione stizzita che annuncia battaglia.

Ma procediamo con ordine: alle 10,40 di oggi, lunedì 11 novembre, arriva una mail che spiega come il Consorzio del Chianti abbia “definito le modifiche al disciplinare di produzione creando la Gran Selezione, il top della qualità del vino Chianti: aumento della gradazione (13°), invecchiamento di almeno 30 mesi, certificazione anche per i vini sfusi e niente fiasco”. La revisione del disciplinare – approvata con percentuali superiori al 90% – è il primo passo: adesso l’iter passa per la Regione Toscana, il Ministero dell’Agricoltura e la Commissione Europea, che impiegheranno circa due anni per pronunciarsi. “Tuttavia – spiega il direttore, Marco Alessandro Bani – chiederemo che il provvedimento abbia efficacia retroattiva, e chi vorrà potrà già iniziare a produrre Chianti con i criteri dettati per la Gran Selezione e immettere le prime bottiglie nell’arco di tre anni”.

Parole che sono suonate come un’eresia, per i “colleghi” del Chianti Classico. Tanto che nel tardo pomeriggio arriva la reazione ufficiale, per nulla morbida: “La scelta del Consorzio Vino Chianti – replica il Gallo Nero – ci trova nettamente contrari ma soprattutto increduli perché volto ad una strategia di gestione a nostro parere non costruttiva e assolutamente priva di idee innovative ed originali di cui invece c’è sempre grande necessità”. Insomma, un plagio. “Preme ricordare – conferma – che la Gran Selezione, presente sul mercato dal 2014, è unicamente una tipologia di Chianti Classico, ideata dal lavoro esclusivo del Consorzio Vino Chianti Classico”.

E ancora: “Siamo profondamente rammaricati che le scelte proposte del Consorzio Chianti siano tutte rivolte soltanto a riproporre strategie di valorizzazione già messe in campo dal vino Chianti Classico: la Gran Selezione, peraltro con caratteristiche identiche a quelle della Gran Selezione Chianti Classico, come il grado alcolico, i tempi di invecchiamento e il divieto di uso del fiasco, e la certificazione obbligatoria per le transazioni di sfuso. “Faremo netta opposizione – conclude il presidente del Consorzio, Giovanni Manetti – perché abbiamo subito un attacco frontale che rischia di mettere a repentaglio il percorso di collaborazione da tempo avviato dal comparto  viticolo toscano.”

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.