sabato 12 Settembre 2026
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Buoni propositi enogastronomici: 5 abbinamenti con la pizza da provare nel 2020

Non solo vino o birra: nel mondo della pizza la sperimentazione è aperta. Ecco perché suggeriamo 5 abbinamenti con la pizza da provare nel 2020

Durante le festività natalizie è sempre dura misurarsi con l’idea di mangiare (o bere) ancora, ma 12 mesi sono lunghi e questo è il momento in cui si fanno i buoni propositi. Ecco dunque la nostra proposta per l’anno nuovo sul fronte della pizza: non andare a mangiare sempre negli stessi posti, perché vicini a casa, ma esplorare nel piatto e nel bicchiere e provare cose nuove. Ecco dunque la nostra selezione di 5 abbinamenti con la pizza da provare nel 2020

La carta dei vini di ZenZero (Pisa)

In un mondo in cui l’arte bianca sempre di più si allontana dagli standard a ribasso delle generazioni precedenti, l’idea di Stefano Bonamici e di Matteo Puschi (ZenZero) è stata proprio quella di far evolvere anche l’offerta beverage, e di farlo tramite l’accostamento tra pizze e grandi vini. Il titolare e pizzaiolo della pizzeria di Pisa infatti ha voluto coinvolgere il giovane sommelier in un progetto unico nel suo genere, accostando pizze e vini, con una figura specializzata in giro tra i tavoli a consigliare il pairing. Non a caso nella guida Gambero Rosso 2018 gli è stato riconosciuto il premio speciale “migliore carta delle bevande”, e nel 2019 gli ambiti 3 Spicchi

I cocktail di Battil’oro Fuochi + Lieviti + Spiriti (Querceta)

Ci spostiamo in Versilia, nella pizzeria che porta il nome del suo pizzaiolo e titolare, Gennaro Battiloro di Torre del Greco. Qui ormai da anni si propone un concept incentrato sulla ricerca e la sperimentazione, non solo per quanto riguarda gli impasti ma anche nel pairing. Nella proposta di Gennaro il fuoco del forno incontra il ghiaccio dei cocktail, con i classici della miscelazione studiati ed apposti come accompagnamento perfetto con le pizze.

La carta della birra della Ventola (Vada)

Una pizzeria a filiera integrata: dalla farina proveniente dai campi di grano di proprietà, all’olio, passando per gli ortaggi e la frutta provenienti dal proprio orto. Tutta la materia prima (o quasi) proviene dell’azienda agricola di famiglia. Ed eccoci alla particolarità: Alcune delle birre artigianali proposte sono create con i cereali prodotti dalla famiglia Polzella stessa. Un km0 tanto nel piatto quanto nel bicchiere.

Lo champagne di Villa Cora (Firenze)

Bisognerà aspettare l’estate, ma con l’arrivo della bella stagione sarà un’occasione da non perdere per unire l’eleganza delle bollicine francesi con il sapore della tradizione della pizza proposta dallo chef Alessandro Liberatore di Villa Cora, a Firenze. L’appuntamento è ogni giovedì, da maggio in poi, con musica dal vivo.

I tiramisù di Scarlett Pizza & Tiramisù (Pontedera)

Del debutto a Pontedera del il primo ristorante in Italia incentrato proprio su questo connubio avevamo parlato qui: in piazza Garibaldi, “Scarlett Pizza&Tiramisù” vuole aprire una tendenza puntando su due dei prodotti più iconici della cucina made in Italy. Il menù è incentrato su 13 pizze – bianche e rosse, con impasti bio e farine macinate a pietra – più 6 versioni del celebre dessert emblema della pasticceria italiana nel mondo. Sul fronte del tiramisù, si distingue per le 6 “variazioni su tema” che spaziano da quella incentrata sul lampone – con sfera di cioccolato rosa e petali di fiori – a quella dove il caffè è predominante, per non parlare di “Havana 1952”: un sigaro di cioccolato con crema al sifone, affumicatura, caffè e rum cubano.

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