I meno informati l’avranno forse vista nella Serie Netflix “Somebody feed Phil” (stagione 1, episodio 6) mentre fa provare al “povero” Philip Rosenthal del pulque (derivato dalla fermentazione della linfa di agave) più diversi assaggi della sua panetteria “Rosetta“, una sorta di spin-off del più celebre ristorante, distanti appena 30 metri l’una dall’altro. Ma Elena Reygadas è un nome importante del fine dining latinoamericano almeno dal 2014, quando fu premiata come miglior chef donna del continente.
Quest’anno, invece, è arrivato il riconoscimento come migliore chef donna al mondo da The World’s 50 Best Restaurants. Votata vincitrice da 1.080 esperti culinari provenienti da 27 regioni in tutto il mondo.

“Sono profondamente grata e onorata“, ha scritto Reygadas sui suoi canali social. “Cucinare è un’arte collettiva. Questo riconoscimento va a tutte le persone estremamente talentuose con cui ho collaborato per tanti anni. E anche a tutte le donne messicane che cucinano ogni giorno, mantenendo viva la nostra grande tradizione culinaria. Grazie a tutti per il vostro supporto e amore!”
Dopo aver studiato studiato letteratura inglese presso l’Universidad Nacional Autónoma de México, ha sviluppato la sua vera passione, però, all’Istituto Culinario Francese a New York, ora International Culinary Centre (ICC). Da lì si è poi trasferita a Londra, dove ha imparato tutto sulla cucina italiana lavorando accanto allo chef stellato italiano Giorgio Locatelli nella sua Locanda Locatelli. Tornata a Città del Messico, ha aperto Rosetta nel 2010 nella Colonia Roma, un quartiere storico della capitale messicana che da un paio di decenni a questa parte è diventato un centro di vita sociale e notturna. La panetteria omonima è arrivata due anni dopo.
Elena Reygadas focalizza la sua ricerca sulla biodiversità e sulle stagionalità del Messico in un menu à la carte in continua evoluzione. Tra le creazioni più riconoscibili dello chef ci sono i tacos di cavolo verza con un pipián di pistacchi, i ravioli di patate dolci con matcha e i tamales di mais con crema affumicata.
Oltre a Rosetta e ad altri locali aperti nella capitale messicana, la chef ha curato e pubblicato di recente una serie di brevi testi che chiama cuadernos – o quaderni – che i commensali possono prendere al Rosetta. Nelle sue stesse parole, lo scopo dei quaderni è di “guardare al cibo come un atto vitale in cui confluiscono la dimensione biologica, quella sociale, quelle economica, quella politica e quella culturale“. E, fedele a quest’attenzione sia al suo territorio che alle comunità che in esso vivono, nel 2022, ha istituito una borsa di studio per dare alle giovani donne delle zone rurali messicane i mezzi per intraprendere una carriera culinaria.

