Dopo l'addio di Marco Lagrimino e lo stop di Nadia Moller, l'Acciuga - il ristorante stellato perugino del patròn Luca Caputo - cambia volto e punta su una coppia di chef Under 30, già presenti nel locale come sous chef dello chef viterbese: da un lato Francesco Rossetti e dall'altro Matteo Peppoloni, entrambi classe 1995, insieme alla nuova maître Maria Raffaella Fiorentino, classe 1987.
Da un lato l'ormai storico cocktail bar fiorentino Rasputin di Daniele Cancellara, dall'altro la distilleria toscana Winestillery della famiglia Chioccioli Altadonna: la sinergia tra due grandi nomi degli spirits made in Tuscany si rinnova dando vita ad un pop-up bar dedicato a Florentis, l’ultimo progetto legato al Whisky della casata di distillatori.
Uno dei primi casi in Toscana, la Trattoria dall’Oste – Chianineria lancia il macellaio "a vista", una figura professionale che ricalca - per la carne - quella del sommelier. "Educando il cliente al consumo consapevole facciamo cultura della carne" spiegano i titolari
Prima la nomina del toscano Marco Stabile alla guida dei JRE Italia (per un anno, nel 2016), poi la finale italiana del Best Plate Challenge della WGS a Firenze, adesso il debutto della storica Chaîne des Rôtisseurs ad Artimino. La Toscana si conferma terreno fertile per l'alta cucina internazionale
Lo chef Ivan Ferrara non ha nemmeno 27 anni ma la sicurezza dei propri mezzi gli consente di imbastire al ristorante Oliviero (Firenze) una serie di piatti dove la rielaborazione è sostanza più che forma, e l'omaggio alla territorialità non trascende mai né nel banale né nello scimmiottamento della tradizione. Un under 30 decisamente da tenere d'occhio
Declinare il piemontesissimo vermouth in chiave sarda, con una liason che rimanda al Regno di Sardegna d’età preunitaria: c’è riuscito il bartender sardo Emilio Rocchino, che ha riscoperto botaniche isolane creando un vermouth made in Sardinia che lega passato e futuro. Ecco la sua storia
Già titolare del Quinoa, lo chef Simone Bernacchioni ha allestito all’Osteria Vegetariana un menù dove i piatti richiamano – ma senza carne - le preparazioni “da trattoria” come peposo (di soia), trippa (di uova) e lasagna