La ristorazione italiana vive una trasformazione silenziosa ma significativa: sempre più locali scelgono di affiancare (o sostituire) il menu cartaceo con un menu digitale QR. Tra le piattaforme cui si guarda con maggiore interesse c'è MenuForma
Oggi più che mai, un buon caffè non si misura soltanto dalla crema o dall'intensità dell'aroma: si riconosce dalla filiera che lo sostiene, dalle persone che lo lavorano e dalla capacità di trasformare una pausa di pochi minuti in un'esperienza che racconta territori, competenze e passione. Il caso di Espresso Giada a Pistoia
Con Miriam Castillo continua la rubrica che racconta i rapporti tra culture gastronomiche diverse attraverso gli occhi di chi ha scelto Firenze come casa
Debutta GINOO: botaniche del Casentino, anima London Dry e tutto l'amore per Il Ciclone, il film che ci ha insegnato che ogni tanto la vita va presa un po' meno sul serio.
Con Helen Farrell debutta la rubrica che racconta i rapporti tra culture gastronomiche diverse attraverso gli occhi di chi ha scelto Firenze come casa
Scordatevi uvetta, canditi, crema chantilly o cioccolato bianco. Per chi vuol provare davvero accostamenti inusuali, il panettone riserva ben altre sorprese. Quali? Eccole, in ordine rigorosamente casuale
In Umbria, nel cuore della Terni medievale, vi è dal 1997 un luogo dell'ospitalità : l'Oste della Mal'Ora. Nata nel retrobottega della già famosa enoteca del suo ideatore Renzo Franceschini - e inizialmente ritrovo, quasi clandestino, per gli amici più stretti - l'osteria è diventata negli anni cenacolo per avventori da ogni dove
Come ogni anno, i ristoranti più "in" di Firenze e della Toscana allestiscono per Natale un menù speciale. Abbiamo raccolto quelli più significativi. Ecco le migliori alternative per chi non vuol trascorrere il giorno di Natale a cucinare tra i fornelli di casa.
Da qualche tempo sono arrivate in Italia le cene segrete, eredità dei "Supper Club" di Cuisine Collectif. In Toscana le organizza il web magazine TuscanyPeople, che periodicamente allestisce cene mettendo a sedere allo stesso tavolo sconosciuti in location inusuali comunicate last minute. Abbiamo partecipato, ecco com'è andata
Non era impresa semplice, mettersi a produrre del Pinot nero nel Chianti Classico. C'è riuscito - con buon successo di critica e pubblico, a distanza di 10 anni dalla prima annata de "La Pineta" - l'enologo Alessandro Cellai a Podere Monastero a Castellina in Chianti. Ecco la sua storia