Per la seconda tappa della Chef's Cup si sono confrontati a Firenze gli chef  marchigiani Riccardo Agostini (Il Piastrino, Pennabilli - RN) ed Errico...
Un San Valentino alternativo, all'insegna della dolcezza: è quanto ha organizzato il network "Consapevolezza imprenditoriale" alle Serre Torrigiani di Porta Romana (Firenze), con una...
I numeri impressionanti: un fatturato da 500 milioni e più di mille dipendenti. Con l'acquisizione di Alival, la Nuova Castelli di Reggio Emilia diventa il...
Nel sottobosco della comunicazione di basso cabotaggio capita talvolta di trovare l'aggettivo "stellato" accanto a locali assolutamente non presenti sulla guida Michelin, che tali stelle attribuisce. Truffa? Quasi: un mix tra la volontaria ambiguità di alcuni comunicatori e la scarsa propensione di altri a verificare la fonte. Così le stelle Michelin proliferano ovunque
Alternativi davvero. Non solo ristoranti, trattorie, chalet, agriturismi, bed & breakfast et similia: tra le offerte per una cena romantica a San Valentino c'è anche quella che non ti aspetti. Con 14 euro l'amore si celebra da Ikea, a Sesto Fiorentino, col vassoio da mensa
Quattro chef toscani - Marco Stabile, Gaetano Trovato, Cristiano Tomei e Filippo Saporito - alla ricerca di un'idea per mettere d'accordo la Toscana a tavola,...
La ristorazione italiana vive una trasformazione silenziosa ma significativa: sempre più locali scelgono di affiancare (o sostituire) il menu cartaceo con un menu digitale QR. Tra le piattaforme cui si guarda con maggiore interesse c'è MenuForma
Dalla carbonara alla zuppa inglese, dagli arancini al tiramisù: le origini (vere o presunte) dei piatti italiani dividono città e regioni in altrettante rivalità a tavola
Diciassette anni dopo il documentario con cui Ermanno Olmi diede forma filmica alla visione di Carlo Petrini fondatore di Slow Food, la biodiversità si estingue, la terra è ridotta a merce, il cibo a spettacolo. Abbiamo costruito l’Arca dei semi, ma continuiamo ad alimentare il diluvio.
Oggi più che mai, un buon caffè non si misura soltanto dalla crema o dall'intensità dell'aroma: si riconosce dalla filiera che lo sostiene, dalle persone che lo lavorano e dalla capacità di trasformare una pausa di pochi minuti in un'esperienza che racconta territori, competenze e passione. Il caso di Espresso Giada a Pistoia