La trattoria Calino, a Firenze, ha una venerazione gastronomica per i pesci meno "modaioli" e ogni tre giorni Tommaso Cintolesi porta in carta pezzogne, balestre, castagne e sugarelli
Un nome che è da sempre sinonimo dello champagne, fino a identificare le pregiate bollicine francesi per antonomasia. Ma siete sicuri di sapere proprio tutto sul Dom Pérignon? Mettetevi alla prova
Arriva la proposta di rendere obbligatoria nei ristoranti la 'Food Bag', la scatola dove portare a casa il cibo pagato e non consumato. Ma il cambiamento dev'essere culturale, prima ancora che logistico
Grazie all'intervento di recupero di Ditta Artigianale, l'ex monastero di Sant’Ambrogio torna a vivere e da giugno ospiterà la Scuola del Caffè, il primo centro di formazione in Europa dentro a una caffetteria
Nuova avventura per il senese Matteo Lorenzini, che lascia la Cucina Mutualité di Parigi e approda al Dorchester di Londra (3 stelle Michelin), come sous chef di Jeanphilippe Blondet
Sophia Loren… perde pezzi. Dopo aver aperto il primo ristorante a Firenze e aver esportato il modello a Milano e Bari, la catena di pizzerie del gruppo Carpisa - che ha il volto e il nome della celeberrima attrice napoletana – ha visto terminare le due consulenze “di peso” che ne avevano accompagnato la nascita, prima quella di Gennaro Esposito e poi quella di Francesco Martucci.
Delle prime novità della primavera 2024 nel panorama fiorentino avevamo scritto poche settimane fa, ma è già tempo di aggiornare i conti registrando tutti i nuovi movimenti nelle cucine del capoluogo e dintorni
Riprendono le serate giramondo alla scoperta di ricette, musiche e storie dell’altro mondo organizzate da Cib’aria per allargare gli orizzonti e guardare con curiosità alle cucine e alle lingue del mondo
Il tedesco Wilhelm Bader arrivò a Siena nel 1876 introducendo il metodo Pilsner grazie all’accesso ai ‘bottini’ dell'acquedotto medievale. Adesso l’imprenditore Cheli ha rilevato il brand e lancia il Beerstrò, dove serve cucina sia toscana che bavarese
A Firenze 'Il Vezzo' si conferma ristorante diverso dal già visto: vicino all'idea di una trattoria, ma in grado di riservare belle sorprese grazie alla cucina di Marco Anedda e al lavoro di Giovanni Berti in sala