In piazza Ferrucci apre Bund, locale di cucina orientale di fascia alta. Considerata la vicinanza col Fulin, sembra che l’area di Gavinana si candidi a diventare un piccolo polo dei ristoranti cinesi luxury a Firenze

bund firenze

Finora c’era solo il Fulin, a tenere alte le insegne della cucina asiatica di alta fascia in riva all’Arno. Adesso nella stessa zona, quella di piazza Ferrucci, ha aperto i battenti Bund: in questo modo, l’area di Gavinana si candida a diventare un piccolo polo dei ristoranti cinesi luxury a Firenze. Il nome deriva dall’omonima strada di Shanghai – l’elegante via dello shopping, uno dei simboli della città cinese – e propone, in linea con l’ispirazione, una cucina di lusso accessibile.

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Non si tratta di un locale a sé, ma vive di una simbiosi con il suo “gemello” giapponese Koko, nello stesso isolato su un lato di piazza Ferrucci ma sull’angolo opposto: i due ristoranti possono anche comunicare per via di uno dei due spaziosi privée al piano inferiore. A confermare come la zona stia aumentando la sua vocazione alla cucina orientale è il titolare di Bund, Luigi Xia, che sottolinea la maggiore tranquillità e la possibilità di parcheggiare rispetto al centro cittadino.

bund firenze

Bund conta circa 80 coperti in 250 meri quadri, su due piani arredati con foggia contemporanea e minimalista, lontano anni luce dall’iconografia cinese anni ’80-’90. In cucina c’è un cuoco cinese diverso per ogni specialità: chi è addetto all’anatra alla pechinese, chi ai Dim Sum (i ravioli) e agli involtini colorati in 12 versioni tramite  spinaci, zafferano, cavolo o barbabietole rosse, nero di seppia, oppure il Cha Shao con la spolverata di tartufo in cima.

bund firenze

Non mancano le zuppe e i noodles, oltre a piatti tipici come le capesante saltate con verdure e anacardi in salsa piccante,i gamberoni al curry e in agrodolce oppure la spigola in brodo di cavolo cinese. Il tutto per uno scontrino medio sui 50 euro.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.