Meglio una cura drastica adesso che uno stillicidio destinato a durare settimane. Oltre trecento ristoratori toscani lanciano un appello alle istituzioni affinché estendano alla Toscana la “zona rossa” come in Lombardia

Sono oltre trecento, ma la lista si allunga di ora in ora. Sono passati dal cercare di tenere viva la socialità nelle piccole e grandi città al proporre una scelta più radicale: estendere all’intera Toscana una “zona rossa” come già avviene in Lombardia, Veneto ed Emilia. A lanciare un appello alle istituzioni – in primis al premier Giuseppe Conte, ma anche al ministro della Salute Giuseppe Speranza e al governatore Enrico Rossi – sono stati oltre trecento imprenditori della ristorazione, soprattutto fiorentini.

Organizzati in un gruppo apartitico, slegato da ogni sigla o associazione di categoria, gli imprenditori hanno presentato anche una serie di proposte “tese ad arginare l’emergenza sanitaria e i sempre più gravosi riflessi che questa sta determinando sull’economia del settore”. Istituire la “zona rossa” in Toscana significherebbe poter accedere alla Cassa Integrazione Straordinaria, vedersi sospendere tutti i contributi, oneri e tributi fiscali, provare a concordare con i proprietari dei fondi la sospensione del pagamento degli affitti, vedersi eliminati gli oneri bancari e così via.

“Il senso di responsabilità ci impone di tutelare i nostri dipendenti da un punto di vista della salute che di mantenimento del posto di lavoro, di tutelare i nostri clienti e noi stessi e cosi arginare la epidemia di Covid 19 sempre più in espansione” dichiarano i ristoratori firmatari di questo appello. “Crediamo che l’esempio cinese sia la strada da seguire per arginare la diffusione della malattia. Pur consapevoli di non poter rappresentare i colleghi di altre regioni d’Italia, i ristoratori toscani uniti in questo appello auspicano che tali misure possano essere estese all’interno territorio nazionale.

Insomma, “non ha alcun senso tenere aperti esercizi commerciali che da una parte rappresentano un aiuto costante al diffondersi del virus, mentre dall’altra non producono fatturato ma solo ulteriori costi che a lungo andare diventano sempre più insostenibili mettendo a rischio la vita stessa delle nostre attività”.

Ecco i primi sottoscrittori dell’appello: (elenco provvisorio in costante aumento)
– Il Vecchio E Il Mare
– Express By Il Vecchio E Il Mare
– Street By Il Vecchio E Il Mare
– Ristorante Pizzeria Undici Leoni
– Antonio Rufignani, Fiddler’s Elbow
– Guidi Gianmarco/Tommaso Neromo
– Vittorio Pizza&Co
– Ristorante Il Vezzo
– Bar Pasticceria Pegaso
– La Boheme
– Sartoria Alimentare
– Chalet Bellariva E Osteria Del Pesce
– Strizzi Garden
– Beer Spot E Panicale
– Alioscia Sweet V & P
– Shake Cafe Ok
– Viktoria Lounge Bar
– Antico Beccaria Firenze.
– Benvenuti A Sud
– Note Di Vino Firenze
– Galleria Via Gioberti
– Mago Balducci…
– Rist Baldovino Trattoria Il Francescano Ristorante Fantasia
– (Trattoria Gozzi.)
– Ristorante Natalino
– Mad E Black Lodge
– Trattoria Canto Del Ramerino
– Corinne E Alessia – Ristorante Osteria Cicalone
– Filippo Betti E Andrea Ronconi Della Pasticceria Villani
– Lorenzo Olianas Joyce
– Francesco Gozzini Trattoria Il Guscio
– Leonardo Cecchi Ristorante Parione
– Riccardo Allegretti, Filippo Mosna, Liza Saretsky, Jacopo Mazzei Di Beer Spot E Panicale
– Edihouse
– I Peccati Del Mangiarino E I Mangiarino
– Munaciello
– Ristorazione Toscana
– Gruppo Pizzaman
– Yogurteria Alaia
– Ristorante Via Vai
– Urbano
– Alba Osteria La Vinaina
– Centocanti
– Inferno
– Tristana 1950 American Diner (190 Dipendenti)
– Cristian Guitti Bitter Bar Firenze
– Davide Risoluti Vineria Del Re Firenze Chiara Cati
– Brando Gozzini
– Claudio Romanelli Babae (Santo Spirito, Firenze)
– Gianluca Tazioli, Roberto Cianciarulo, Vincenzo Pirozzi,Antonio Modica (Trattoria San
Pierino)
– Daniele Poletto Baccomatto
– Valerio Fuoripiazza
– Trattoria Le Antiche Carrozze Cati Filippo
– Andrea Zanaboni E Vieri Bista Lungani (Osteria delle Tre Panche)
– Basilico (Ar)
– Stefano Bernoni Ristorante Pizzeria Godo
– Ristorante Pizzeria Il Pinolo Simone Tortorici
– Martina Pasquetti E Gianguido Pasquetti Buca Mario
– Andrea Ciappi E Marco Masi Per Terrazza45 E Ciappi Ilaria Per Villa Le Fontanelle
– Antonio Ciabattoni (gelateria La Sorbettiera)
– Caserta. Finisterrae Firenze
– La Boite Firenze
– La Maremma, Luca Ragazzini
– Rosario Di Sano Caffè Mario
– Severino Vaglica Ristorante Senzanome
– Trattoria Guelfa
– Simone E Cristian Lalli (Trattoria Bbq Firenze)
– Malotti Roberto Antica Porta
– Andrea Ciappi E Marco Masi Per Terrazza45 E Ilaria Ciappi Per Villa Le Fontanelle
– Piazza Del Vino Luca Virgona E Emanuele Modica
– Massimo Baldovino
– Aviazione Di Campo Di Marte Francesco Conte
– Raffaele Il Giobertino
– Bar I’ Pappagallo
– Ristorante Gastone
– Luigi Pisano E Monachesi Simona (Osteria Zio Gigi)
– Stoppa Mattia E Stoppa Michele (ristorante Cucchietta)
– Tristana Tramonti (1950 American Diner)
– Alessandro Bitossi
– Ristorante Il Poggetto
– Oliviero Firenze
Simone Bernacchioni (Quinoa, Firenze)
– Il Brindellone
– Hoseki (ristorante giapponese)
– Buca delle Fate FIESOLE SRL
– Antellesi Cai Taddei
– Yaser Suleiman (pizzeria Al solito posto)
Gianluca Camilotto e Daniele Cavalli (Atelier de’ Nerli)
– AI FIRENZE
– Matteo Magherini (Eurobevande)
– Stefano innocenti (Acqua al 2)
– Giovanni Santarpia
– Filippo Mosna (Sibe)
– Paolo Gori (Burde)
– Filippo Di Bartola (Filippo Pietrasanta)
Gabriele Dani (Disapore La Pietra – Cecina)
– Simone Fiesoli (Duje, Firenze)
– Al 588 (Bagno a Ripoli)
– Andrea (Icchethai Firenze e Icchethai Libertà)
– Francesco Frusone Preite (Moi, Prato)
– Nicola Langone (Gunè, Firenze)
– Simone Gori (Ventuno Bistrot, Firenze)
– Mario Tosi (ristorante Alfredo, Firenze)
– Marcella Schillaci (Bistrot Lo Zero, Montespertoli)
– Stefano Contarini (Dome Firenze)
– Le Pavoniere Firenze

Per adesioni:
Pasquale: 3924287917
Vieri: 3936399517

Articolo precedenteCoronavirus: le campagne, il tempismo e il coraggio delle scelte impopolari
Articolo successivoBardiccio, Mondiola, Tarese e Biroldo: ecco la top11 dei salumi toscani
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

Rispondi