sabato 12 Settembre 2026
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Firenze: Senz’Altro Bistrot, in Borgo la Croce il talento “work in progress”

Abbiamo provato il Senz’Altro Bistrot, in Borgo la Croce a Firenze, scoprendo l’ambizione di due giovanissimi globetrotter, chef Vito Politi e Mario Caruso in sala

Una cucina creativa, spiazzante e ardimentosa, per palati che al comfort della tradizione preferiscono l’avventura di accostamenti inconsueti e la scommessa di cimentarsi con gusti esotici. Una cucina (a vista) piccola nelle dimensioni ma generosa nelle porzioni, che non appena avrà limato qualche piatto eccessivamente “carico” avrà tutte le carte per far parlare di sé. Questo è il Senz’Altro Bistrot in Borgo la Croce, a Firenze.

Ambientazione essenziale e contemporanea, con mattoni a vista e tavolini, il Senz’Altro Bistrot è il feudo di due giovani globetrotter, lo chef Vito Politi e Mario Caruso, in sala. Dopo aver mosso i primi passi a Firenze, lo chef Vito si è perfezionato all’Alma. Poi il trasferimento in Australia per sei mesi, poi ancora Barcelona e infine il sud Tirolo, prima di rientrare in riva all’Arno. A dare una mano, lo chef Salvo Pellegriti della Vetreria (nella foto in alto con Vito Politi), amico storico del duo.

Firenze: Senz'Altro Bistrot in Borgo la Croce

Il menu del locale – che ha scelto di abolire i primi – risente delle influenze internazionali, e non fa mistero di giocare su uno stile vagamente fusion proponendo ingredienti come, uno su tutti, i ribes secchi iraniani. Gli antipasti (da 11 a 14 euro) oscillano tra gazpacho, animelle e piatti come il salmone con kiwi in osmosi, ravanelli e sour cream, o ancora anguilla con alga nori, quinoa e brodo orientale, oppure (nella foto) il marshmallow – di seppie – con piselli, mango e polvere di caffè, una “finta capasanta” che gioca sulle consistenze.

Firenze: Senz'Altro Bistrot in Borgo la Croce

Il menù di Senz’Altro Bistrot prosegue con i secondi (da 19 a 22 euro) tra cui il Topinambur con gamberi, mousse di rafano e ribes iraniani secchi (foto in alto), dove il tubero smette di essere elemento meramente accessorio e si ritaglia un ruolo da protagonista.

Firenze: Senz'Altro Bistrot in Borgo la Croce

A seguire il Polpo con salsa chipotle e patatas bravas: bella sia l’idea che la cottura del polpo, ma l’insieme di più salse (pomodoro piccante e aioli) dona al piatto una carica forse eccessiva. Ridurre le quantità dei condimenti può essere la formula per trovare la quadratura del cerchio.

Finiamo con il Fagiano con salsa tzatziki e cipollotti in agrodolce (foto in basso), per il quale vale tutto sommato il discorso relativo alla portata precedente: felice intuizione, rispetto della materia prima ma un carico di salse che appesantisce un po’ il piatto nel suo insieme.
In conclusione, un passaggio al Senz’Altro Bistrot è consigliato per cimentarsi con piatti mai banali né scontati, confrontandosi con una cucina di personalità. Il talento di Vito Politi è per certi versi ancora un “work in progress”, il che non è necessariamente una brutta cosa. Anzi. La progressione è crescita, e la crescita è alla base del successo.
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