In un’epoca in cui la fusione tra scienza e gastronomia ha innescato una rivoluzione culinaria, “Gastrofisica. La nuova scienza del mangiare” di Charles Spence si presenta come una rivelatrice e stimolante esplorazione della complessa relazione tra i nostri sensi, la psicologia e il mondo culinario. Uno studio di spessore, che allo stesso tempo fonda e si addentra nel pionieristico campo della cosiddetta gastrofisica, intrecciando scienza, psicologia e gastronomia per svelare il modo in cui i nostri sensi modellano le nostre esperienze gastronomiche.

Dobbiamo alla casa editrice Readrink la traduzione in Italiano di Spence, uno psicologo sperimentale e professore a Oxford, che invita i lettori a intraprendere un viaggio intellettuale alla scoperta dei segreti dietro i piaceri gustativi che sperimentiamo durante i pasti. Dall’interazione di consistenze e sapori all’impatto della presentazione del piatto sul nostro gusto, Spence esamina ogni aspetto del mangiare, scavando nella razionalità scientifica dietro le nostre preferenze culinarie.
Uno dei maggiori pregi del libro è la sua capacità di chiarire concetti scientifici complessi in modo straordinariamente accessibile. La scrittura di Spence trova agevolmente un equilibrio tra rigore scientifico e prosa amichevole al lettore, garantendo che anche coloro con una formazione scientifica limitata possano cogliere le sfumature di questa nuova scienza.
“Gastrofisica” va oltre il ruolo di una semplice esposizione scientifica: intreccia magistralmente aneddoti di storia culinaria, esperienze personali e esperimenti condotti nel proprio laboratorio da Spence. Questo approccio interdisciplinare offre una prospettiva nuova sull’antica domanda: cosa rende il cibo veramente piacevole?

L’esplorazione di Spence della natura multisensoriale del cibo è particolarmente affascinante. Approfondisce il modo in cui i nostri sensi si intrecciano e si influenzano a vicenda durante un pasto, gettando luce su come un piatto visivamente attraente possa portarci a percepire i sapori come più intensi. Dalla danza sinestetica tra gusto e colore alla sinfonia armoniosa di aroma e consistenza, Spence spiega come queste interazioni crossmodali possano elevare un piatto ordinario a un’esperienza straordinaria.
In un’epoca in cui il mangiare è trasceso dal mero sostentamento a diventare un’arte e un’esperienza, “Gastrofisica” è un’esplorazione profonda delle forze nascoste che plasmano la nostra percezione del cibo. Mentre intraprendiamo questo viaggio gustativo con Spence come guida, scopriamo che i piaceri della tavola non sono solo una questione di gusto; sono un intreccio intricato dei nostri sensi, della psicologia e della scienza che sottende il tutto.

