sabato 12 Settembre 2026
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Quando la griffe è dello chef: ecco tutto ciò che gli stellati hanno “firmato”

Negli anni, gli chef stellati (e non) hanno prestato volto e mani alle aziende per realizzare piatti, ricette o limited edition di prodotti industriali. Eccone una carrellata

In principio fu lo chef Tony con i coltelli Miracle Blade, all’inizio degli anni Novanta (ehi, lo chef – il cui vero nome era Anthony Joseph Notaro – con nel 2002 vinse addirittura il premio “TV Host of the Year Award”) ma nel tempo c’era cascato persino la buonanima di Gualtiero Marchesi, quando nel 2011 realizzò due hamburger e un dolce per McDonalds. La controversa operazione non durò più di un mese e suscitò un piccolo scandalo tra i puristi, poco convinti di questa liaison tra due realtà agli antipodi della gastronomia. A ben vedere sono moltissimi i casi in cui lo chef di un ristorante stellato – quindi uno chef stellato, per dirla con un’abusata semplificazione – ha prestato il suo nome per “griffare” un prodotto specifico, talvolta anche distante anni luce dalla sua cucina.

Non ci riferiamo quindi alla produzione di panettoni, pandori o colombe artigianali nei rispettivi momenti dell’anno, ma a quelle produzioni di tipo industriale destinate al mercato popolare. Tra i casi più recenti di limited edition firmate dagli chef della Michelin c’è il Cornetto Algida del pastry chef Andrea Tortora (non ha la stella, è vero, ma una sfilza di riconoscimenti da Identità Golose al Gambero Rosso), ma l’elenco è decisamente lungo.

Sul fronte delle patatine, ad esempio, il pensiero corre subito a Carlo Cracco e al criticatissimo spot promozionale per le patatine San Carlo. Per i pochi che non sapessero ciò di cui parliamo, ecco un veloce riassunto: nel 2014 la storica compagnia San Carlo decide di strizzare l’occhio al pubblico crescente dei talent di cucina, coinvolgendo lo chef nella pubblicità. Prima di lui, sulle confezioni delle patatine Crik Crok compariva il volto sorridente di Gianfranco Vissani, uno dei “pesi massimi” della cucina italiana.

E se sui piatti “stellati” da rifare a casa ci aveva provato qualche anno fa Fanceat senza troppa fortuna, lo stesso meccanismo è stato replicato in tempi più recente dai Fratelli Desideri (ne parlavamo qui, e non in termini entusiastici) con un carnet che va da Francesco Oberto a Christian Milone, fino a Marc Lanteri o Simone Breda. Sulla stella falsariga, nel 2017 la sarda Nieddittas regalava le ricette degli chef stellati: “Tanti suggerimenti per portare in tavola la freschezza e il gusto delle Nieddittas anche nelle sere più importanti dell’anno. Le ricette più sfiziose, firmate dagli chef più creativi, tutti 1 stella Michelin”.

Sul versante della pasta invece si pongono invece i piatti griffati da Bruno Barbieri, che come testimonial del pastificio Sgambaro “racconta le sue esperienze attraverso ricette belle e golose”, mentre in seno ai Masters of Pasta lo stellato Davide Oldani preparava ricette con i sughi pronti Barilla insieme al campione di tennis Roger Federer. Tra i risi, invece, Riso Gallo aveva coinvolto – con altrettante ricette – Gualtiero Marchesi, Carlo Cracco, Luca Fantin, Claudio SadlerFabio Pisani e Alessandro Negrini.

Sul tema degli hamburger, invece, spicca – oltre al già citato Marchesi – la scelta di Joe Bastianich (che prima aveva flirtato con la sfoglia Buitoni) di cimentarsi con la creazione di una linea di panini gourmet in collaborazione con McDonald’s. Dal canto suo, lo chef stellato Claudio Sadler ha studiato un panino appositamente per la catena milanese “Panino Giusto”.

Chiudiamo con i “piatti al limone” di Simone Rugiati: il noto chef toscano ha collaborato con Polenghi firmando una linea di succhi di limone e creando ricette al limone, “trasferendo al piatto il suo giovane estro”.

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