Il Consorzio del Parmigiano Reggiano lancia il progetto di una stagionatura di 40 mesi, formaggi che vedremo sugli scaffali non prima di un anno. Ecco perché

Non li vedremo sugli scaffali prima di Natale 2020, ma è già da diversi mesi che il Consorzio del Parmigiano Reggiano lavora all’introduzione sul mercato di una stagionatura di 40 mesi, dal profumo speziato (in particolare noce moscata e pepe, a quelle di frutta secca, fino al brodo di carne) e dal sapore sapido e intenso. Se la stagionatura minima per il Parmigiano Reggiano è di 12 mesi – il più lungo periodo tra tutti i formaggi DOP – non esiste una stagionatura massima imposta dal Disciplinare di produzione, tanto che c’è chi tra le province di Modena, Reggio, Bologna, Parma e Mantova si spinge fino ai 100 mesi.

A ben vedere, il progetto ha una sua logica precisa che esula dal marketing orientato al consumatore e attiene al campo delle strategie di medio-lungo periodo: anziché mettere sul mercato forme di Parmigiano Reggiano in un momento di prezzi bassi e dazi, perché non tenerne alcune forme a stagionare ancora un po’ e metterle sul mercato con un valore aggiunto una volta raggiunti i 40 mesi?

Ed è proprio questo il ragionamento che ha portato il Consorzio del Parmigiano Reggiano a promuovere lo sviluppo di un nuovo segmento di mercato del Parmigiano Reggiano a lunga stagionatura, un prodotto sempre più richiesto da consumatori e chef. Il progetto – lanciato al Museo Ferrari di Maranello (Modena) – porta la firma del presidente Nicola Bertinelli: “Il Consorzio – ha spiegato – punta a introdurre una specifica selezione di qualità a garanzia del consumatore, agevolando, anche economicamente, i caseifici che decideranno di aderire all’iniziativa; di fatto, il Consorzio vuole operare da ‘acceleratore’ di un trend che è anche un’opportunità per i produttori”. In particolare, il progetto offrendo un incentivo ai caseifici per trattenere sulle loro scalere 30mila forme che oggi hanno 24 mesi e 70mila forme delle produzioni 2018.

Lavorando sulla comunicazione, di concerto con la grande distribuzione, ha detto Bertinelli “puntiamo a portare sugli scaffali uno stagionato 40 mesi per Natale 2020. Al momento del lancio sono già 56 i caseifici aderenti, per un totale di oltre 31 mila forme. Il Progetto Premium “40 mesi” interagirà con le altre politiche del Consorzio, per sviluppare le vendite dirette dei caseifici e per contenere l’offerta di prodotto, in modo da mantenere le condizioni di equilibrio di mercato.

 

L’evento di presentazione del Progetto Premium “40 mesi” è stata anche l’occasione per premiare i caseifici della Nazionale del Parmigiano Reggiano, reduci da un World Cheese Awards da record. Nel corso dell’ultima edizione che si è tenuta lo scorso ottobre a Bergamo, la Nazionale – composta da 86 caseifici provenienti da tutte le province del comprensorio – ha vinto 110 medaglie tra cui 4 Super Gold. Il Parmigiano Reggiano (25 mesi) della Latteria Santo Stefano di Parma è riuscito ad aggiudicarsi il secondo posto assoluto tra 3.804 formaggi provenienti da 42 paesi.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.