sabato 12 Settembre 2026
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Valzer degli chef: Firenze, Riccardo Serni lascia la Trattoria Moderna

Dopo due anni e mezzo alla guida della cucina della Trattoria Moderna, in lungarno del Tempio (Firenze), lo chef Riccardo Serni ha deciso di cambiare. Si occuperà di ristorazione insieme a una Onlus in Mugello, ma non solo….

cucina

Come promesso, settembre si apre col botto per il toto-chef in Toscana. Dopo due anni e mezzo dietro i fornelli della Trattoria Moderna – il ristorante sul lungarno del Tempio, a Firenze, che avevamo raccontato qui – lo chef cecinese Riccardo Serni ha rassegnato le dimissioni e ha chiuso l’avventura che l’ha visto imporsi in città come autore di una cucina di pesce ricercata, elegante ma mai sopra le righe.

riccardo sensi

I motivi di questa scelta risiedono nella volontà, da parte dello chef, di dedicarsi di più alla vita privata (in casa Serni da meno di un anno è arrivato il piccolo Zeno) e mandare avanti una serie di nuovi progetti professionali, inclusa la collaborazione con una Onlus in Mugello che si occupa di formazione di ragazzi disabili per il loro ingresso nel campo della ristorazione. Ma non solo: in un futuro non troppo lontano, per Riccardo Serni ci sono all’orizzonte collaborazioni, consulenze – soprattutto all’estero – e cene private.

trattoria

“La mia è una decisione sofferta – spiega – per l’affetto che mi lega alla Trattoria Moderna e per gli ottimi risultati ottenuti. Tengo a precisare che l’esperienza in questo tempo è stata assolutamente soddisfacente ed importante per la mia formazione, sia umana che professionale. Ringrazio l’azienda per i mezzi che mi ha sempre messo a disposizione e tutti i miei collaboratori, cucina, sala, direzione e fornitori per l’ impegno costante dimostrato”.

Classe ’69, lo chef Riccardo Serni (in alto nella foto di Giorgio Dracopoulos) era arrivato alla Trattoria Moderna proveniente dalla “Pineta” di Marina di Bibbona, come ultima tappa di un cammino professionale che l’ha sempre visto protagonista in Toscana: il suo background, evidente nella sua cucina e nei suoi piatti iconici come il sandwich all’astice, è frutto di esperienze sedimentate nel tempo, studio della tecnica e collaborazioni con colleghi del calibro di Luca Landi, Luciano Zazzeri e Mirko Rossi.

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