Ai piedi del borgo medievale di Torri di Sovicille, immerso nella campagna senese - all’interno di un vecchio fienile ristrutturato in stile minimal chic, circondato da vigne e campi di grano - si trova il ristorante La Sosta del Cavaliere, feudo dello chef Leonardo Fiorenzani.
Da un anno entrato nella guida Michelin, Eaté è il ristorante fine dining del The Sense Experience Resort di Follonica (Grosseto). E' qui che da quest'anno i due chef Alessandra Zacchei e Nazareno Dodi - insieme ai fornelli, essendo uniti nel lavoro e nella vita - hanno portato una cucina emozionale e sensoriale
A Pietrasanta (Lucca) nasce da un’idea di Alain Cirelli il ristorante Paradis nell'omonimo boutique hotel artistico, icona di raffinata accoglienza. Ecco la sua cucina, curata da Alessio Bachini
Un bistrot d’ispirazione toscana nel cuore di Dubai, all’interno dell’hotel Al Naseem Madinat Jumeirah, prima tappa di un'espansione che nei prossimi anni porterà il gruppo Ferragamo ad aprire diverse sedi del “Borro Tuscan Bistrot” prima a Milano, poi all'estero
La ristorazione fiorentina perde, per il momento, uno dei suoi pezzi più importanti: ha chiuso i battenti – per ferie, in attesa di riaprire entro un mese sotto un’altra veste e con altri chef alla guida – il “Santo Graal” in via Romana, il locale di Emanuele Canonico dove si sono formati Simone Cipriani prima e Gabriele Andreoni poi
Non solo cinese, indiano o giapponese: nella categoria dei locali di cucina etnica rientrano anche quelli a stelle e strisce. Ecco dove mangiare nei ristoranti americani a Firenze, tra ispirazioni del selvaggio west e i mitici anni Cinquanta
Nel mondo della moda, che da qualche anno pesca i suoi testimonial dagli ambiti più diversi, nessuna sorpresa se il ruolo di "modello" viene - una tantum - ricoperto anche dagli chef. Accade a Firenze, dove in seno a Pitti Uomo la Qvin usa Simone Cipriani come frontman per il suo party
Ormai Ratatouille, sac à poche, beignet o crema Chantilly sono entrati nel linguaggio comune, e ne parliamo come se sapessimo davvero di cosa si tratta. Ma la cucina francese è piena di "falsi amici", ossia di parole che significano qualcosa di diverso rispetto a ciò che generalmente si dà per scontato. Ci pensa il cuoco Jean-Michel Albert Carasso a mettere un po' d'ordine