La ormai ex pizzeria Santarpia di largo Annigoni da oggi si chiama Duje. Ecco cosa significa questo nome e perché i soci Simone Fiesoli e Pietro Baracco l'hanno scelto
La proclamazione di Valentino Tesi a Firenze: piazza d’onore per il lucchese Simone Vergamini, mentre sul terzo gradino del podio a pari merito si sono classificati Luca Matarazzo e Daniele Palavisini
I nomi dei 16 chef erano già noti, adesso pubblichiamo i nomi dei piatti che questi porteranno giovedì 4 luglio al Forte Belvedere di Firenze per la quarta edizione dell'Italian Chef Charity Night. Non perdetevi l'appuntamento con la solidarietà più gustoso dell'estate
Inaugurata a Firenze di fronte agli ultimi eredi del conte Camillo Negroni la targa dono di Campari, che incide su pietra il sempiterno ricordo del centenario del Negroni
Solidarietà: giovedì 4 luglio in scena l’evento Italian Chef Charity Night 2019 al Forte Belvedere, la quarta edizione dell’appuntamento che mette insieme i piatti “griffati” da 15 chef toscani, stellati e non. I fondi raccolti verranno utilizzati per acquistare un macchinario salvavita del pronto soccorso di Careggi
Dopo due anni di lavori riapre l’Hotel Plaza, il primo 5 stelle di Viareggio: due nuove Penthouse vista mare, tante novità e una certezza, la cucina di Luca Landi
La ristorazione italiana vive una trasformazione silenziosa ma significativa: sempre più locali scelgono di affiancare (o sostituire) il menu cartaceo con un menu digitale QR. Tra le piattaforme cui si guarda con maggiore interesse c'è MenuForma
Dalla carbonara alla zuppa inglese, dagli arancini al tiramisù: le origini (vere o presunte) dei piatti italiani dividono città e regioni in altrettante rivalità a tavola
Diciassette anni dopo il documentario con cui Ermanno Olmi diede forma filmica alla visione di Carlo Petrini fondatore di Slow Food, la biodiversità si estingue, la terra è ridotta a merce, il cibo a spettacolo. Abbiamo costruito l’Arca dei semi, ma continuiamo ad alimentare il diluvio.
Oggi più che mai, un buon caffè non si misura soltanto dalla crema o dall'intensità dell'aroma: si riconosce dalla filiera che lo sostiene, dalle persone che lo lavorano e dalla capacità di trasformare una pausa di pochi minuti in un'esperienza che racconta territori, competenze e passione. Il caso di Espresso Giada a Pistoia