Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Habitat (Montecatini)

Torna Toscana da bere, il viaggio tra i cocktail bar del Granducato: da un’idea di Federico Bellanca, ogni settimana passiamo in rassegna i luoghi del “bere bene” miscelato. Oggi andiamo a Montecatini per scoprire Habitat

Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Habitat (Montecatini)

Chi pensa a Montecatini pensa immediatamente all’acqua. Nella località toscana famosa per terme infatti, ogni anno migliaia di turisti affollano gli hotel per godere degli effetti benefici delle sorgenti. Ma da queste parti non è solo per l’acqua che si può venire, ci sono anche cocktail bar di livello che possono da soli valere il viaggio. È il caso di Habitat, che dal 2016 si è posto l’obiettivo di alzare il livello della miscelazione nella via dei locali della città. Aperto grazie all’intuizione ed alla capacità imprenditoriale di tre soci, e affidato alle cure ed alle intuizioni di Federico Filippelli (uno che vive i cocktail come una passione più che come un lavoro, tant’è che si occupa anche di tenere corsi AIBES a livello locale), il locale si è in meno di due anni guadagnato un gran pubblico di appassionati, sia tra chi è di passaggio o in vacanza, sia tra i montecatinesi, fino a diventare meta di pellegrinaggio per gli appassionati da Pistoia e Prato.

Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Habitat (Montecatini)

Il motivo è una carta cocktail studiata nei minimi dettagli, che edizione dopo edizione ha sempre voluto alzare il livello. Se negli ultimi mesi infatti la missione del locale era l’utilizzo del prodotto italiano, nell’ultima versione del menù lo scopo preposto è portare il cliente a compiere un viaggio attraverso i cinque sensi (e se vi sembra facile, vi consiglio di provare il cocktail dedicato al tatto o quello dedicato all’udito!).

Vista la passione di Federico per il whisky inoltre, il locale è anche una tappa da non perdere per gli appassionati di questo distillato, trattato con un occhio speciale per essere apprezzato e goduto anche dal pubblico femminile, solitamente un pò più scettico nell’ordinarlo, come dimostra l’ “American Wood” (foto in apertura), a base di Rye Whiskey, sciroppo d’acero e lamponi homemade e vermouth cocchi. Oltre a una selezione interessante di cocktail il locale offre anche una piccola offerta di tapas per chi volesse trattenersi ad aperitivo o cena, ed ogni martedì dalla prima settimana dall’apertura ad oggi ha sempre offerto live music di livello. Decisamente un’ottima scusa per mettersi in macchina ed andare a scoprire questo locale e le sue creazioni!

Toscana da bere, le puntate precedenti:

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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