Non c’è solo il toto-chef. Anche tra i bartender, a Firenze c’è chi cambia casacca e inizia nuove avventure. Ecco cosa ci regala il valzer dei barman con tutti i nuovi protagonisti da provare

L’estate è da sempre la stagione del calciomercato, il momento in cui si lavora per proiettarsi al meglio verso l’anno successivo e si decidono le nuove strategie da seguire per il futuro. Il mondo del bar non fa certo eccezioni, ed anche se gli ultimi innesti dietro al bancone si sono verificati ad autunno ormai inoltrato, tutto è pronto per la stagione 2019/2020 del campionato dei bar fiorentini. Vediamo in breve gli spostamenti più interessanti e i nuovi arrivi

Mad – Souls & Spirits

La vera regina del mercato: davanti ad una partenza di rilievo come quella di Julian Biondi, il titolare Neri Fantechi invece di lasciare ha deciso di raddoppiare.

Due nuovi arrivi dietro il bancone di San Frediano, con Lorenzo Aiosa, sceso in città dopo la lunga esperienza a Belmond Villa San Michele (dove ha anche riportato la vittoria a Florence Cocktail Week 2018) e Virginie Doucet, in arrivo da The Student Hotel e fresca di vittoria al premio Strega Mixology.

Due fuoriclasse che assolutamente valgono il prezzo del biglietto, e che meritano almeno un paio di visite in più allo Street Bar più famoso d’Italia

Gurdulù

Cambio completo a Gurdulù, dopo il giro degli chef, ecco quello dei barman. Lascia Cristina Bini, che anno dopo anno ha portato il bar a vivere di una brillante vita propria, ed arriva Edoardo Lazzeri. Per chi ha letto Toscana da Bere il nome non sarà certo nuovo, perché questo giovane bartender pietrasantino ha già fatto molto parlare di se, sia con il suo locale precedente, Bar Avio, sia come testa pensante all’interno dell’organizzazione di Pietrasanta da bere. Non vi basta? Edoardo è arrivato secondo alla Tuscan Cocktail Week 2019. Un nome nuovo da scoprire assolutamente

Osteria del Pavone

Un ritorno sulla piazza fiorentina. Abbiamo cominciato a conoscere Federico Pempori durante la Florence Cocktail Week 2018, alla quale partecipò dietro il bancone di Picteau. Dopo aver girato un po’ l’Italia, dall’Argentario al Trentino, il giovane bartnder pistoiese torna in città, prendendo le redini del bar di Osteria del Pavone. Un ingresso appena avvenuto, ma che siamo sicuri sia destinato a durare visto l’eleganza che contradistingue sia il ristorante che il bartender d’hotel

S’Bam+ La Menagerè

Più che calcio mercato, qui si tratta di un prestito con diritto di riscatto. Denis Paonessa infatti si sposta da S’Bam (The Student Hotel) alla Menagere, mentre Emanuele Ventura fa il percorso inverso. Per il primo si tratta di una possibilità di crescita nel locale centrale del gruppo, mentre per Emanuele è una vera e propria promozione, visto che arriva allo Student come Capo Barman.

Ad attenderlo ha trovato un bancone in terrazza finalmente all’altezza di un cocktail bar di livello, ed il suo impatto non ha tardato a farsi sentire: nuova cocktail list, nuovo nome, nuova offerta food. Un team giovane pronto a rivoluzionare la terrazza più cool di Firenze, tanto d’estate quanto d’inverno.

Un’ultima curiosità sulla partenza di Denis Paonessa: con il suo cambio di location scompare l’ultima parte del team originale insediatosi all’apertura di TSH, un quintetto di giovani di belle speranze che in poco tempo si è affermato sia sulla scena fiorentina che fuori (Cosimo Tarducci e Emanuele Cosi si sono spostati a Milano da Flavio Angiolillo, Virginie Doucet come detto si trova al MAD, e Francesco Ordile a Rasputin). Saper selezionare giovani capaci è un’arte, per la quale dobbiamo fare i complimenti a Luca Manni.

Dome

Uno dei locali più giovani di Firenze, che anno dopo anno continua a crescere con la propria proposta cocktail e non solo. Dietro il banco arriva il giovanissimo (22 anni) Donit Veshtja in veste di head bartender. Non fatevi ingannare dalla giovane età, perché alle spalle Donit ha già esperienze in locali di livello come MAD, Fuk e Rivalta. Ad affiancarlo la barlady Greta Mastropasqua, anche lei appena arrivata sotto la cupola. Innesti nel segno della continuità e della voglia di crescita, che vogliono una volta di più affermare che Dome fa sul serio. Sicuramente uno dei locali da seguire nel prossimo futuro.

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Federico Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…