Il valzer degli chef inaugura l'anno con due addii eccellenti, nel mondo della ristorazione fiorentina: dopo appena pochi mesi dalle rispettive inaugurazioni il giovane Ivan Ferrara si congeda da Oliviero, così come un importante "Mister X" lascia (e lo scriverò tra una settimana)
L’Essenziale continua a stupire, con un nuovo menù da degustare al pass, osservando da vicino i movimenti dello chef Simone Cipriani. Avventura gastronomica dal titolo Buio, perché si assaggia “alla cieca”, senza conoscere e senza scegliere, affidandosi totalmente all’arte dello chef. Un viaggio di 8 portate, alla scoperta delle proprie capacità sensoriali
Finiti i bagordi del pranzo di Natale, ecco gli appuntamenti più interessanti tra quelli proposti dai big della ristorazione toscana per il cenone di capodanno
Abbiamo posto a quattro tra i più affermati food photographers italiani - Paolo Matteoni, Andrea Moretti, Gianni Ugolini e Lido Vannucchi - una serie di domande sul loro lavoro, su come stia cambiando la professione, sulle sfide e sui protagonisti del domani
Manca poco ai tradizionali pranzi e cenoni delle feste, ed è facile indulgere allo sfarzo senza ricordare l'importanza della lotta allo spreco di cibo. Ecco il decalogo di Assolatte per coniugare il piacere della buona tavola con lo "spreco zero" nel campo alimentare
Il pranzo di Natale è da sempre una di quelle occasioni in cui, se non si sta in casa a spignattare, ci si affida alle mani di uno chef. A Firenze alcuni protagonisti della ristorazione restano a casa, altri mantengono il menù alla carta, altri ancora hanno già allestito un menù ad hoc. Ecco una breve guida al pranzo di Natale in salsa fiorentina
La ristorazione italiana vive una trasformazione silenziosa ma significativa: sempre più locali scelgono di affiancare (o sostituire) il menu cartaceo con un menu digitale QR. Tra le piattaforme cui si guarda con maggiore interesse c'è MenuForma
Dalla carbonara alla zuppa inglese, dagli arancini al tiramisù: le origini (vere o presunte) dei piatti italiani dividono città e regioni in altrettante rivalità a tavola
Diciassette anni dopo il documentario con cui Ermanno Olmi diede forma filmica alla visione di Carlo Petrini fondatore di Slow Food, la biodiversità si estingue, la terra è ridotta a merce, il cibo a spettacolo. Abbiamo costruito l’Arca dei semi, ma continuiamo ad alimentare il diluvio.
Oggi più che mai, un buon caffè non si misura soltanto dalla crema o dall'intensità dell'aroma: si riconosce dalla filiera che lo sostiene, dalle persone che lo lavorano e dalla capacità di trasformare una pausa di pochi minuti in un'esperienza che racconta territori, competenze e passione. Il caso di Espresso Giada a Pistoia