Il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il Regolamento di esecuzione con l'iscrizione della denominazione "Finocchiona IGP". Un passo in avanti nella lotta alla contraffazione di una delle eccellenze toscane
Altra "perla" degli organizzatori di Expo2015: su un cartellone dedicato ai "Borghi più belli d'Italia" la Toscana diventa Emilia-Romagna: il nome del Granducato e la silhouette vengono scambiate con la regione vicina.
La cantina di Torre Fornello, nel piacentino, ha trovato una chiave di lettura per legare il mondo del vino a quello della gioielleria: nel 2011 è nata così la rassegna Gioielli in Fermento, per artigiani con la passione per la vigna
Un angolo di alta cucina, pensata e realizzata dallo chef Remo Maestrini, nel cuore della Maremma: materie prime “alte”, preparazioni innovative, impiattamenti creativi e un rapporto qualità-prezzo da non lasciarsi scappare. Ecco La Vecchia Locanda
Dopo anni di sperimentazioni l'azienda vinicola I Balzini di Barberino Val d'Elsa lancia sul mercato la Gold Label, un merlot in purezza prodotto in 360 bordolesi e 250 magnum.
A vincere il contest per il miglior crostino toscano di fegatini è la signora Nara Romanelli, che da Eataly Firenze ha superato quelli di Coquinarius e di Marco “Cibusfaber” Pagnini
La ristorazione italiana vive una trasformazione silenziosa ma significativa: sempre più locali scelgono di affiancare (o sostituire) il menu cartaceo con un menu digitale QR. Tra le piattaforme cui si guarda con maggiore interesse c'è MenuForma
Dalla carbonara alla zuppa inglese, dagli arancini al tiramisù: le origini (vere o presunte) dei piatti italiani dividono città e regioni in altrettante rivalità a tavola
Diciassette anni dopo il documentario con cui Ermanno Olmi diede forma filmica alla visione di Carlo Petrini fondatore di Slow Food, la biodiversità si estingue, la terra è ridotta a merce, il cibo a spettacolo. Abbiamo costruito l’Arca dei semi, ma continuiamo ad alimentare il diluvio.
Oggi più che mai, un buon caffè non si misura soltanto dalla crema o dall'intensità dell'aroma: si riconosce dalla filiera che lo sostiene, dalle persone che lo lavorano e dalla capacità di trasformare una pausa di pochi minuti in un'esperienza che racconta territori, competenze e passione. Il caso di Espresso Giada a Pistoia