Il pastry chef Gabriele Vannucci, alla corte della Leggenda dei Frati di Filippo Saporito, ha elaborato una serie di dessert ispirati ai quadri più celebri. Ecco una delle novità più interessanti del suo menu post-lockdown

C’è un omaggio a Frida Khalo (foto in alto) e uno ad Andy Warhol, un richiamo al “figlio dell’Uomo” di René Magritte (foto in basso) e uno che si ispira ai “tagli” spaziali di Lucio Fontana: il pastry chef Gabriele Vannucci, da qualche anno alla corte della Leggenda dei Frati di Filippo Saporito, ha elaborato una serie di dessert ispirati ai quadri più celebri dell’arte contemporanea.

Ecco una delle novità più interessanti del menu post-lockdown elaborato dal ristorante stellato all’interno – e all’esterno, con vista sullo skyline fiorentino – di Villa Bardini, a Costa San Giorgio. La mano felice di Gabriele Vannucci è riuscita a creare una serie di divertissement che chiudono in maniera encomiabile il percorso degustazione di Filippo Saporito, e la sua scelta è in fondo consolatoria per i gourmet locali rimasti orfani di un pasticcere come Domenico Di Clemente.

Eppure non ci sono soltanto i dolci, a rendere positiva il ritorno alla Leggenda dei Frati. Il ritorno alla normalità ha coinciso infatti con la riproposizione di alcuni dei piatti iconici di Filippo Saporito. La sua terrina di fegatini, ad esempio, che aveva portato poche settimane prima alla rassegna Capolavori a Tavola ed è in carta ininterrottamente dal 2004. Oppure il suo gambero rosso di Mazara con patate, nocciole e uova di salmone, in grado di sposare delicatezza e personalità.

Su tutti, però, da segnalare un antipasto forse talvolta ingiustamente sottovalutato, nell’economia di degustazioni ricche come la “Via di mezzo” (7 portate) o il “Gran menu dei Frati (9 portate). Si tratta del carpaccio di barbabietola: una composizione floreale – nella forma e nella sostanza, vista la presenza dei fiori eduli – impreziosita da capperi, maionese vegana, pera, senape e agrumi. Un buon viatico per un menu che, come detto, nel finale si fa ricordare.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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