lunedì 26 Ottobre 2026
HomeTerritoriDopo il boom...

Dopo il boom delle pizzerie è l’anno dei ristoranti di pesce a Firenze

Se adottassimo il calendario cinese, questo sarebbe per Firenze l’anno del pesce. Dopo l’exploit delle pizzerie nella prima metà dell’anno, adesso il trend sembrano essere i ristoranti di pesce a Firenze. Prima è arrivato Calino, poi il “nuovo corso” di Da’ Pescatore e il Vecchio e il mare, infine il PescePane, Baccalunch, Kraken Pot e – last but not least – il Ristorantino di Pesce

Pescatore-64

Anche se secondo il calendario cinese il 2017 è l’anno del Gallo, a giudicare dal proliferare dei ristoranti di pesce a Firenze aperti (o riaperti), si potrebbe tranquillamente dire che questo per Firenze è l’anno del pesce. Dopo che la prima metà dell’anno è stata appannaggio delle pizzerie di qualità – dalle Follie di Romualdo Rizzuti al Vecchio e il Mare di Mario Cipriano, fino agli exploit della Buoneria, di Stefano Callegari al mercato centrale, di Giotto e Divina Pizza – adesso sembra che l’offerta di pesce vada per la maggiore. Non solo per la parte ristorativa sic et sempliciter, ma anche per lo street food di pesce.

mario cipriano pizzaiolo

In quest’ottica vanno letti – tra aperture, riaperture e trasferimenti di ristoranti di pesce a Firenze – l’arrivo in città di Calino: dopo l’esperienza alla bocciofila di Scandicci che gli ha dato notorietà, a fine maggio il locale di Tommaso Cintolesi è approdato davanti al mercato di piazza delle Cure con un ristorante da 20 coperti. Tra le riaperture vanno ricordato anche il già citato Il vecchio e il mare – il locale delle Nove botteghe in via Gioberti, rinforzato con l’offerta di pizze, mantiene in cucina l’impronta della tradizione del pescato – e il nuovo corso di Da’ Pescatore all’interno del Grand Hotel Villa Medici.

baccalunch firenze

Sul fronte dello street food, invece, il 2017 ha visto l’apertura di tre ristoranti di pesce a Firenze “easy” dedicati al pesce mangia-e-via. Si tratta del Baccalunch, di cui avevamo parlato qui, del Kraken Pot in Santa Maria Novella (con il Cacchowder, una bowl di pane svuotata e riempita con cacciucco alla livornese, o il “pot di pesce”, una pentola servita al tavolo dove il cliente può scegliere tra vari tipi di pesce, crostacei, molluschi e verdure stufate e speziate) e del Pescepane in Sant’Ambrogio. A questi si aggiunge adesso un altro ristorante, in quella piazza Giorgini che per i gourmet è stato finora solo sinonimo degli spaghetti dei Briganti. Si tratta del Ristorantino di Pesce, che offre piatti tex-mex come tacos di mare accanto a panini con le capesante, polpo fritto, ma anche primi di pasta fresca, birre artigianali e vini non banali da abbinare a sapori decisi e preparazioni insolite.

ristoranti di pesce a Firenze

Aperto a pranzo e a cena, dal martedì al venerdì (12.30-15 e 19-23), solo a cena il sabato e la domenica, con chiusura posticipata alle 24, il Ristorantino di Pesce sposa la filosofia easy del fondatore, Samuele Gallori, che nel 2010 ha dato origine a Panino Tondo, il primo food-delivery di qualità avviato in Italia, ma che in famiglia vanta una lunga tradizione legata al pesce. Circa 30 coperti, tra lampadari di corda e decorazioni modello tattoo da marinaio sulle pareti. In carta una ventina di piatti, tra tradizioni toscane, contaminazioni del Sud e richiami latini e tex-mex. La formula tapas permette di assaggiare più specialità, magari accompagnandole a un bicchiere di vino in chiave aperitivo, oppure costruendosi il pranzo o la cena a seconda dei gusti e degli appetiti, ma sul menu ci sono anche grigliate, fritture e cinque proposte del giorno tra insalate e primi piatti di pasta fresca, come tagliolini all’uovo con vongole e pesto, cacio e pepe con vongole o gnocchetti al ragù di merluzzo.

Dopo il boom delle pizzerie è l'anno dei ristoranti di pesce a Firenze

Per provare qualcosa di più consistente si può scegliere tra i tacos di mare (con gamberi e avocado, merluzzo, cipolla e peperoncino, polpo alla griglia e pomodori rossi e gialli, olive e polvere di capperi e origano di Pantelleria) o tra i panini caldi (con le capesante sfumate al vermentino e una fetta di pecorino, con il merluzzo alla siciliana, con polpo grigliato e salsa verde o con sgombro e mozzarella di bufala). Da provare anche le fritture (calamari, gamberi, acciughe, sempre servite con chips di patate e salse) e il fish&chips, sia in versione classica con merluzzo che in quella extra gusto con il polpo. E ancora: gamberi al curry serviti con riso basmati e salsa di yogurt, il merluzzo alla cacciatora e il polpo di Bolgheri (cotto nel rosso di Bolgheri e pomodoro).

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

L’Italia travolta dalla “Japan ingredient mania”: il nuovo volto dell’italiano gastro-evoluto raccontato dalla giornalista giapponese Mako Kobayashi

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...