mercoledì 28 Ottobre 2026
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Provati per voi: Regina Bistecca, il volto luxury della “ciccia” (ma a prezzi popolari)

Nel panorama della bistecca alla fiorentina arriva Regina Bistecca, ristorante che nasce come opzione “luxury” ma rivela presto il suo lato inedito, a cavallo tra arredi eleganti e tocchi di surrealismo ludico

Regina Bistecca, il volto luxury della "ciccia" (ma a prezzi popolari)

Tutto si può dire, tranne che dal cilindro di Simone Arnetoli esca fuori qualcosa di banale o di scontato. Anche sul fronte della bistecca alla fiorentina, dove si è visto e detto (quasi) di tutto – qui, qui, qui e qui una selezione delle curiosità più sfiziose raccolte finora sull’argomento – il titolare di Galateo e ToscaNino è riuscito a trovare una chiave di lettura per offrire una proposta fuori dall’ordinario.

Regina Bistecca, il volto luxury della "ciccia" (ma a prezzi popolari)

L’idea di partenza non è un mistero: dar vita a un ristorante dedicato alla bistecca alla fiorentina dall’impronta – se non proprio luxury – almeno più elegante e ricercata della media dei locali fiorentini, per intercettare quel pubblico di fascia alta che magari soggiorna al Four Seasons Hotel, al St. Regis o a Villa Cora e vuol concedersi il piatto tipico locale senza dover necessariamente optare per una trattoria o per i locali più frequentati. Ecco quindi Regina Bistecca: il nome è una citazione dannunziana, e non a caso nel locale di via Ricasoli è conservato un epistolario tra il Vate ed Eleonora Duse. Il ristorante è realizzato negli spazi dove sorgeva la libreria Gonnelli, e dalla vita precedente di quelle stanze mantiene una certa attitudine bibliofila, evidente nel ballatoio e nella collezione di 400 volumi di cucina appartenente al socio di Simone, Matteo Perduca.

Regina Bistecca, il volto luxury della "ciccia" (ma a prezzi popolari)

Ma la location suggestiva non basta: ciò che colpisce in Regina Bistecca e ne qualifica la peculiarità nel panorama cittadino è nei dettagli, nei particolari, nelle sfumature. Alcune idee giocano sul filo di un surrealismo ludico (il busto bronzeo di Giovanni Papini di fronte a due robottoni anni Ottanta, Mazinger e Goldrake, oppure Spiderman che fa capolino dal capitello di una colonna, o ancora la successione di Fibonacci realizzata con i led), altre invece sono pensate per identificare Regina Bistecca come luogo di convergenza e ritrovo degli appassionati di griglia. È il caso del BiF, acronimo di Bistecchieri in Firenze, un club esclusivo – per entrarvi occorre aver mangiato bistecca almeno 20 volte – i cui accoliti avranno il proprio nome inciso sulla lama di coltelli Saladini apposti in una vetrina del ristorante.

Regina Bistecca, il volto luxury della "ciccia" (ma a prezzi popolari)

Capitolo griglia: qui Simone Arnetoli ha posto la propria firma sul progetto, disegnando un ingegnoso sistema di griglie che consente di tenere la brace sempre viva, di cuocere la carne ad altezze differenti dalla brace, più una cappa computerizzata con abbattimento ad acqua di fumi e fuliggini: dalla canna fumaria, insomma, esce aria pulita. L’offerta di Regina Bistecca spazia dalle razze europee fino alla selezione di carne serba o la chianina, con un range di prezzo che oscilla tra i 48 e i 76 euro al chilo. Numeri “popolari”, dunque, con un significativo rapporto location/prezzo.

Regina Bistecca - Simone Arnetoli Matteo Perduca

Veniamo al menù: l’offerta di Regina Bistecca non può prescindere – nomen omen – dalla bistecca alla fiorentina (con un interessante abbinamento al cocktail Negroni) ma si allarga a insalate, tagliate, burger e soprattutto una serie di antipasti (“mentre si cuoce”, ovviamente la ciccia) sfiziosi, dal carpaccio al tartufo Savini al baccalà mantecato con la cecina, il rosbiffe tonnato o la verticale di lampredotto. In carta anche tre menù degustazione (25/43/59 euro a persona) e il carrello dei dessert, il tutto accompagnato da una carta dei vini esauriente, con prezzi adeguati all’offerta. Popolare, come detto, ma non svenduta.

Regina Bistecca, il volto luxury della "ciccia" (ma a prezzi popolari)

Per chi ha già sentito diverse “fiorentine” la sorpresa sarà vedersi arrivare lombata o costata con il cartellino del peso, oppure trovarsi sospeso in un limbo tra l’eleganza degli arredi in legno e le pennellate d’estro come la “mucca saggia”. Cos’è? Andate a scoprirlo in via Ricasoli, di fronte al teatro Niccolini.

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